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Simulazione seconda prova di maturità 2016 di matematica: la strage nei licei

30 marzo 2016
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In data 10 dicembre 2015 si è svolta la prima simulazione della seconda prova di matematica per la maturità 2016 del liceo scientifico.

I risultati parlano chiaro: il 53% degli studenti non è riuscito ad ottenere la sufficienza, ovvero ad ottenere almeno 10 punti su 15, a differenza delle due simulazioni svolte a febbraio e ad aprile per la maturità 2015 che contavano una percentuale di insufficienze pari al 45%. Quest’anno, però, il numero di ragazzi che hanno svolto la simulazione è stato molto esiguo, solo poco più di 11mila, mentre nelle due simulazioni precedenti sono stati rispettivamente 47mila a febbraio e 30mila ad aprile.

Entrando nel dettaglio dei dati il 14% dei maturandi scientifici 2016 ha raggiunto un punteggio tra i 13 e i 15 punti, un ragazzo su tre ha totalizzato tra i 7 e i 9 punti mentre uno su cinque ha preso un’insufficienza grave ottenendo meno di 7 punti.

Osservando la scelta dei temi trattati si nota che 6200 studenti hanno optato per il primo tema, che riguardava un porta scarpe da viaggio, ma solamente il 18% è riuscito a risolvere tutti e 4 i quesiti correttamente. Degli altri ragazzi, che hanno optato per il secondo, riguardante il ghiaccio, solo il 9% è riuscito a concludere tutti i quesiti. Per quanto riguarda invece la seconda parte della simulazione, ovvero le 5 domande a scelta sulle 10 del questionario, tra le varie scelte oltra 9000 studenti hanno optato per il Q2 ed il 70% di loro l’ha risolto, circa 1700 per il Q3, risolto nel 54% dei casi, ed oltre 6000 ragazzi hanno scelto il Q9, il cui 64% è riuscito a risolverlo correttamente.

La prossima simulazione della seconda prova di matematica si terrà presumibilmente il 29 aprile 2016, mentre il 4 maggio 2016 potrebbe essere la volta della simulazione di fisica, ma di entrambe le date si attende conferma attraverso la pubblicazione delle note ministeriali.

Fonte: Skuola.net

Sesta edizione della QS World University Rankings che raccoglie i dati dei migliori atenei al mondo

25 marzo 2016
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Nella classifica delle migliori università al mondo (QS World University Rankings), ormai giunta alla sesta edizione, spiccano alcune università italiane e la città di Milano si aggiudica il titolo di città italiana più titolata a livello universitario.

I migliori risultati ottenuti sono relativi, appunto, al Politecnico di Milano e alla Bocconi, il primo posizionatosi al decimo posto per la disciplina Arte & Design, 14esimo in Ingegneria Civile, 15esimo in Architettura, 18esimo in Ingegneria Meccanica, 43esimo in Ingegneria Elettronica e 48esimo in Scienza Computazionale, e la seconda al decimo gradino per gli studi in Business & Management.

Altri ottimi risultati sono stati conseguiti da La Sapienza di Roma, 15esima per l’Archeologia, 32esima per Fisica e Astronomia e classificatasi comunque in 31 su 42 discipline, l’Alma Mater di Bologna, classificatasi in ottime posizioni per ben 33 discipline, il Politecnico di Torino, l’Università degli studi di Milano e l’European University Institute di Fiesole, piazzatesi tutte e tre entro le prime 50 posizioni.

Le altre università italiane che hanno ottenuto un posizionamento in questa classifica sono: la Luiss di Roma, il politecnico di Bari, la Sissa di Trieste, la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, la Ca’ Foscari di Venezia, le università di Bari, Catania, Firenze, Genova, Modena e Reggio Emilia, Padova, Parma, Pavia, Perugia, Pisa, Tor Vergata a Roma, Siena, Torino, Trento, Trieste, Verona, la Federico II di Napoli, l’università Vita-Salute San Raffaele e quella di Milano-Bicocca.

I primi posti assoluti sono stati conquistati, senza troppe sorprese, dagli atenei di Harvard e MIT che hanno ottenuto i migliori punteggi in 12 discipline a testa. La classifica è stata realizzata coinvolgendo 76.798 laureati e 44.426 datori di lavoro che hanno espresso il loro giudizio riguardo le migliori università in 42 differenti materie ed inoltre son stati analizzati 28.5 milioni di working paper e oltre 113 milioni di citazioni tratte dal database bibliometrico di Scopus/Elsevier.

Fonte: Corriereuniv.it