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Scuola, dopo 20 anni arriva l’anagrafe dell’edilizia: oltre 8mila istituti chiusi su 42mila

28 ottobre 2015
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Il ministro dell’istruzione ha presentato l’anagrafe dell’edilizia scolastica, sono stati censiti più di 40mila edifici in modo da avere un quadro completo della situazione e poter quindi decidere come regolarsi e dove intervenire.
Una parte degli stabili non sono attualmente utilizzabili per le funzioni scolastiche perché dismessi, in fase di ristrutturazione, o in costruzione.
Di quelli operativi, più della metà è stato edificato oltre 40 anni fa, alcuni anche prima del 1900, comunque questi ultimi sono solo una piccola parte.
Il rapporto arriva dopo quasi 20 anni di attesa, era previsto da una legge del 1996, e dopo aver speso più di 10 milioni di euro, finalmente c’è.
Secondo il ministro, finalmente con questa ‘fotografia’ puntuale della situazione sarà possibile pianificare e decidere esattamente dove e come intervenire, per garantire l’agibilità e la sicurezza degli istituti scolastici italiani, i primi interventi sono già stati avviati.
Il rapporto fornisce anche informazioni sullo stato di accessibilità delle strutture, la maggior parte è già dotata di accorgimenti per superare le barriere architettoniche, più di due terzi degli edifici sono raggiungibili tramite i servizi pubblici, e solo una minima parte è attualmente in regime di affitto.

Fonte: repubblica.it

Maturità 2015: promosso il 99,4 per cento degli studenti, aumentano voti alti

21 ottobre 2015
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Arriva finalmente il quadro sulla situazione dopo gli esami di maturità 2015, ed è incoraggiante: pochissimi i bocciati, mentre i voti sono in generale più elevati rispetto agli anni scorsi.
In pratica diminuisce il numero dei promossi con il minumo dei voti e aumenta quello di chi ha preso la maturità con voti medio-alti.
Aumenta anche il numero di coloro che sono stati promossi con il massimo dei voti e di quelli con lode.
Le rilevazioni del Miur concludono poi riportando che il giudizio di circa uno studente su cinque sarà sospeso in attesa delle prove di recupero da fare al termine dell’estate.

Fonte: repubblica.it

Meno borse, più tasse, niente alloggi: studenti universitari in affanno

14 ottobre 2015
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Il Comitato nazionale degli studenti universitari (CNSU) ha pubblicato il suo rapporto relativo alla situazione degli studenti universitari in Italia, vista dal punto degli studenti stessi.
Il quadro che emerge non sembra molto confortante: nonostante gli sforzi dei governi negli ultimi anni, nel tentativo di far fronte ai problemi di carenza di fondi disponibili, sembra che i risultati tardino ad arrivare.
Gli studenti italiani che usufruiscono di borse di studio diminuiscono, mentre in moltri altri paesi europei (Francia, Germania, Spagna) stanno aumentando, e non di poco (almeno del 33%, ma fino anche al 59% in più). Non solo, ma lo sconforto sale ulteriormente confrontando con gli altri paesi le percentuali assolute di studenti che in Italia ricevono una borsa di studio: mentre qui da noi si attestano al 2%, negli altri paesi partono da circa il 20% fino ad arrivare anche a più del 50% o persino più del 90% in certi paesi (Olanda).
Leggendo questi dati in effetti non si può evitare di pensare che i fondi destinati alle borse di studio in Italia siano obbiettivamente risibili.
Ma non basta, il rapporto indica anche da dove vengono i fondi destinati alle borse di studio in Italia: quasi la metà arrivano da tasse versate dagli studenti stessi, in pratica gran parte delle borse di studio in Italia sono finanziate dagli studenti stessi, i fondi statali (regionali e nazionali) coprono solo poco più della metà.
Questa situazione di mancanza cronica di copertura ovviamente provoca delle ripercussioni, molti studenti che sarebbero formalmente idonei a ricevere gli aiuti a causa del loro bassissimo reddito, in realtà non riescono a ricevere nulla per l’insufficienza dei fondi disponibili.
C’è poi la questione degli alloggi per gli studenti che sono costretti a spostarsi fuori sede per studiare: nonostante siano anni che se ne parla, le agevolazioni, invece che aumentare, diminuiscono sempre di più, aggravando la situazione per gli studenti non benestanti che siano costretti a studiare lontano da casa.
Infine il rapporto parla della dispersione universitaria, nonostante le riforme degli ultimi anni che hanno riarticolato il percorso di studi in modo che fosse diviso in cicli di durata inferiore (meno anni per le lauree ‘brevi’ più eventuali anni integrativi), la percentuale di studenti che abbandona gli studi universitari, o che finisce ‘fuori corso’, non sembra diversa dai dati in essere prima della riforma.
Per capire quanto la situazione universitaria italiana sia poco desiderabile, il rapporto mette anche a confronto la quantità di studenti italiani che va a studiare all’estero con la quantità di studenti stranieri che viene a studiare in Italia: per ogni 100 studenti italiani che ‘emigrano’ ci sono solo 80 stranieri che preferiscono studiare in Italia, segno che in generale le università straniere sono più appetibili.

Fonte: repubblica.it

Da Napoleone al web: “Noi, a lezione nel liceo più vecchio d’Italia”

7 ottobre 2015
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Nei primi del 1800, quando iniziò ad essere usato come liceo, non aveva ancora un nome vero e proprio, era un ex convento domenicano destinato a essere riutilizzato come edificio scolastico.
Solo dopo l’unità d’Italia venne intitolato a Scipione Maffei, studioso veronese.
Durante la sua lunga storia la problematica più spesso ricorrente era la necessità di ristrutturarne l’edificio a causa della sua anzianità di costruzione.
Come racconta un professore ex-alunno, alla fine degli anni ‘50 alcune aule erano ancora riscaldate da stufe a legna, uno studente di turno doveva provvedere a mantenere alimentato il fuoco.
Durante il periodo napoleonico il liceo sembrava una caserma, con sentinelle all’ingresso e fucili a disposizione degli allievi.
Più tardi la dominazione asburgica, dalla ‘caserma’ alle ‘pratiche di pietà religiosa’ per cercare di aumentare la fedeltà e contenere le spinte sovversive di chi anelava alla costituzione di uno stato italiano.
Finalmente con l’arrivo dell’unità d’Italia il liceo riceve una vera intitolazione, e qualche decennio dopo anche la prima studentessa di sesso femminile.
Nonostante i cambi di regime l’edificio rimase sempre in uno stato cronico di fatiscenza, al punto che i presidi di fine ‘800 furono costretti a denunciare periodicamente lo stato ‘deplorevole’ dei locali.
Finalmente col nuovo secolo arriva anche la conferma ufficiale della necessità di un edificio completamente nuovo, ma la mancanza di fondi dell’apparato statale riuscirà solo a consentire una grossa ristrutturazione che ha potuto arginare i problemi più grossi solo per qualche anno.
Nonostante le vicissitudini edilizie la formazione è stata sempre all’avanguardia, per chi ci studia e lavora sarebbe un peccato dover lasciare definitivamente l’ex-convento, in quanto l’edificio è ormai legato indissolubilmente alla storia del liceo.

Fonte: repubblica.it

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