Diploma Università

A 86 anni si iscrive alle superiori, Non è mai troppo tardi per il diploma

29 luglio 2015
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Dopo essere riuscito a conseguire la licenza media tre anni orsono, ora ci prova con il diploma, è la storia di un artigiano della pietra ultra-ottantenne siciliano della provincia di Palermo, che non avendo potuto studiare in gioventù per problemi economici si sta rifacendo ora del tempo perduto.
Sì, perché nonostante l’impossibilità di pagarsi gli studi il maestro artigiano ha sempre avuto un interesse per la lettura e l’apprendimento.
La sua conoscenza pratica della lavorazione della pietra sarà approfondita e perfezionata nel corso di studi presso l’istituto tecnico per geometri a cui si è iscritto.
La sua intenzione è anche di far capire alla generazione attuale che lo studio è molto importante, al punto che le difficoltà economiche non gli hanno comunque mai impedito di leggere e farsi una cultura autonomamente per quanto gli era possibile.
La storia della sua vità è stata un po’ burrascosa: da giovane ha lavorato anche clandestinamente nelle miniere in Francia, e successivamente, durante e dopo il suo servizio di leva, nelle ferrovie, ma ha sempre avuto la passione per la lavorazione della pietra che l’ha portato a realizzare anche dei piccoli capolavori artistici che attualmente adornano alcune delle chiese nel palermitano.

Fonte: La Stampa

Maturità, la febbre da esame è già cominciata

22 luglio 2015
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Anche quest’anno è arrivato il tempo dell’esame di maturità per più di 500mila studenti italiani.
E anche quest’anno ogni studente interessato dall’esame di maturità cerca di prepararsi come può, facendo ipotesi sui temi, cercando informazioni ovunque su internet, contribuendo a modo suo, consciamente o inconsciamente, a generare il ‘brusio’, la ‘febbre da prestazione’, che si diffonde per tutto il web, o almeno in quella parte che in qualche modo è legata alla scuola.
La prima preoccupazione dei maturandi di quest’anno sembra essere la tesina di maturità, che è ritenuta particolarmente importante. Si cerca un argomento che ‘faccia colpo’ in modo da ‘partire con il piede giusto’ fin dall’inizio nei confronti soprattutto dei commissari esterni.
Le tematiche più ricercate riguardano argomenti come il sogno, il tempo, l’infanzia e le donne.
Riguardo la seconda prova, quest’anno ci saranno dei cambiamenti, al liceo scientifico la prova sarà più inerente a realtà pratiche, con riferimenti alla Fisica, mentre al liceo linguistico non sarà più possibile scegliere liberamente la lingua ma sarà decisa dal ministero.
Appaiono i primi pronostici sulle tracce d’esame: secondo i più Pirandello è l’autore ritenuto più probabile, mentre riguardo l’attualità sembra che l’Isis dovrebbe essere l’argomento del momento.
Sono però da considerare ’sul tavolo delle possibilità’ anche Dante Alighieri, di cui ricorre il 750mo anniversario di nascita, e l’intervento italiano nella prima guerra mondiale, di cui ricorre il centenario.

Fonte: La Stampa

Scuola, 1 studente su 7 allo scientifico non usa la calcolatrice

15 luglio 2015
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Sorprende il risultato di un’intervista agli studenti dei licei scientifici italiani: una buona percentuale di loro non possiede la calcolatrice.
Non solo, anche tra coloro che la possiedono molti non l’hanno mai usata in classe.
Il motivo principale è spiegato dagli studenti stessi: sarebbero i docenti a scoraggiare, o comunque non incentivare, l’uso di questo strumento.
Sembra una situazione un po’ paradossale, considerando quanto gli strumenti tecnologici siano così capillarmente diffusi e permeati nella società attuale, eppure questo può essere lo spunto per una riflessione.
Il Miur stesso consente l’uso della calcolatrice in certi esami, sebbene con alcune limitazioni, per esempio non deve essere programmabile, ma a parte questo non sembra ci sia una qualche intenzione di promuoverne effettivamente l’uso, o di valutare in qualche modo la capacità degli studenti di sfruttarne efficacemente le possibilità nella risoluzione dei problemi.
Secondo alcuni, la ritrosia di certi docenti verso l’uso delle tecnologie moderne è semplicemente dovuta ad una questione di abitudine, si insegna nello stesso modo in cui si è appreso, per cui i docenti di oggi non incentivano l’uso della calcolatrice perché loro stessi non erano incentivati quando erano ancora studenti.
A detta di certi esperti però, nella situazione attuale non dovrebbe assolutamente costituire un problema l’uso della calcolatrice durante gli esercizi, o anche gli esami, in quanto in generale questi sono soprattutto basati sulla verifica delle metodologie di soluzione dei problemi piuttosto che nel trovare semplicemente il ‘risultato finale’.
Tornando ai risultati del sondaggio, si nota che la stragrande maggioranza degli studenti che ha comprato una calcolatrice ne ha scelto una di tipo scientifico, pochissimi hanno optato per una più sofisticata di tipo grafico o per una più basilare tascabile.
Sempre parlando di numeri sembra che la calcolatrice sia più utilizzata nelle materie tecniche, come fisica, piuttosto che in matematica, e che si nota una certa disparità tra le preferenze maschili e femminili, i ragazzi tendono a volere una calcolatrice scientifica o grafica, mentre le ragazze sono più interessate ad una calcolatrice più essenziale tascabile.

Fonte: La Stampa

Su iPhone c’è l’app che aiuta a fare i compiti

8 luglio 2015
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Al giorno d’oggi è facile per chiunque, studenti compresi, cercare la soluzione di un problema, o di un compito, tramite un motore di ricerca su internet, ad esempio google, ma ora esiste una vera e propria app dedicata.
Basta inviare una fotografia del testo dell’esercizio, fatta direttamente con il cellulare, e in pochi minuti arriverà la risposta con tanto di procedimento e spiegazioni dettagliate.
Non è un sistema automatico fantascientifico, semplicemente ‘dall’altra parte’ un gruppo di esperti è a disposizione per prendersi carico delle richieste e preparare le soluzioni.
Sembra un incentivo che consentirebbe agli studenti di ‘barare’ più facilmente, ma bisogna considerare alcuni aspetti.
Innanzi tutto le soluzioni sono sempre corredate da ampie spiegazioni sulle metodologie applicate e quindi in realtà dovrebbero aiutare lo studente a capire il problema e come si arriva alla sua risoluzione.
Inoltre non tutte le risposte sono gratuite, a seconda della complessità dell’esercizio il prezzo può variare dall’essere gratuito per i casi più semplici fino a qualche dollaro per le risposte più difficili.
Sì, abbiamo detto ‘dollari’ perché l’app attualmente supporta solo la lingua inglese, sia per le domande che per le risposte, per cui gli aspiranti studenti che intendano avvalersi di questo servizio dovranno comunque necessariamente avere almeno una certa conoscenza della lingua anglosassone.

Fonte: La Stampa

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