Diploma Università

Gli studenti italiani son più portati verso le materie umanistiche!

24 settembre 2014
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I risultati di una sperimentazione, dalla durata di 18 mesi, a cui hanno partecipato 6000 studenti volontari del terzo e quarto anno di 12 università italiane ha messo in luce che i giovani italiani sono più portati per la scrittura e la lettura critica rispetto all’affrontare questioni scientifico-quantitative.

Questo risultato è valutato sulle capacità dei laureandi di esercitare il pensiero critico per prendere decisioni, risolvere problemi e comunicare in differenti contesti socio-economici e lavorativi.

Rispetto alle altre nazioni che hanno partecipato a questa sperimentazione è evidente che gli studenti italiani abbiano sviluppato una forte efficacia e tecnica di scrittura ed una notevole capacità di lettura critica rispetto ai loro colleghi, ottenendo però risultati peggiori nell’affrontare problematiche scientifiche.

All’interno del nostro Paese risulta ancora netta la distinzione fra le “due culture”, ovvero quella scientifica e quella umanistica. I nostri studenti ottengono risultati eccezionali o nell’una o nell’altra sezione del test, solo pochi hanno buone competenze in entrambe:

- i laureandi in Medicina o Matematica-Fisica-Statistica ottengono risultati più brillanti nella parte scientifico-matematica;
- i laureandi in Giurisprudenza hanno risultati migliori nella parte umanistica;
- i laureandi in Psicologia ottengono invece i risultati più equilibrati tra le due aree.

FONTE: La Stampa

La scuola italiana rimane sotto la media

17 settembre 2014
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Secondo l’indagine condotta da OSCE sulla preparazione scolastica italiana, i nostri studenti rimangono sotto la media dei paesi industrializzati, ma rispetto ai dati degli scorsi anni c’è un miglioramento.

Ogni tre anni il Programme for International Student Assessment (PISA) esegue i test nelle discipline di Letteratura, Matematica e Scienze agli adolescenti di mezzo mondo, nel 2012 sono state le competenze matematiche ad essere analizzate e i dati emersi dicono che troppi studenti italiani non hanno le competenze minime in questa disciplina.

Ai primi posti della classifica si piazzano i quindicenni cinesi, con numerose provincie nelle prime posizioni, a seguire gli europei tra le prime ci sono gli svizzeri e gli olandesi.

Per i ragazzi italiani l’unica soddisfazione è di aver superato gli studenti svedesi e statunitensi, il ministro dell’Istruzione si ritiene soddisfatta del miglioramento avvenuto ma rimane comunque preoccupata per la situazione, specialmente per le aree meridionali ancora molto al di sotto della media OSCE.

Analizzando i dati si nota però che l’Italia è l’unico paese che ha segnalato progressi in tutte e tre le discipline, migliorando il livello di comprensione degli studenti, anche tagliando circa 3 miliardi di euro negli ultimi 5 anni i risultati sono migliori rispetto agli anni passati.

FONTE:repubblica.it

Parole d’ordine dello studio: sottolineare!

10 settembre 2014
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Per poter studiare in modo efficace permettendovi di tenere a mente tutto quello che dovete sapere partendo dai concetti base bisogna saper sottolineare.

La sottolineatura di un testo è un metodo tutt’altro che inutile per fissare i concetti nella vostra memoria, è utile però sapere come eseguirla in modo corretto.

La prima cosa da fare è focalizzare l’attenzione sui punti chiave. Non iniziate subito a dipingere le pagine dei vostri libri ma concentratevi sulla lettura.

1. Prima lettura
Per iniziare bisogna dare una lettura veloce del testo. Concentrandosi su quello che state leggendo, seguendo con un dito, registrate le informazioni che sono più importanti.

2. L’evidenziatore
I testi sono composti da due tipi di informazioni: quelle fondamentali e quelle di ampliamento.
Grazie alla prima lettura avrete memorizzato le parole chiave e rileggendo riuscirete a sottolineare solo quei concetti contenenti le informazioni più importanti. Ricordate, date ed eventi vanno sempre sottolineati. Inoltre molto spesso i libri di testo contengono commenti a lato esemplificativi dei concetti esposti nel testo e parole/frasi in grassetto per focalizzare la vostra attenzione.

3. Commenti
Un altro punto importante, una volta individuate le parole chiave, può esser molto utile aggiungere a matita a margine brevi commenti per esemplificare al meglio i concetti esposti.

Studiare sottolineando a casa è essenziale, ma ricordatevi che è allo stesso modo importante seguire le lezioni in classe senza distrarsi. Ricordarsi le parole del prof mentre si studia è un altro strumento utile per imparare le lezioni facendo molta meno fatica!

FONTE: skuola.net

Ore buche senza professori

3 settembre 2014
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Secondo un’indagine svolta da skuola.net risulta che nelle scuole italiane quando manca un professore 8 volte su 10 la lezione salta e la classe si trova scoperta.

Circa l’80% dei ragazzi, quando manca il proprio docente, non fa lezione anche nel caso in cui presenzi un professore in supplenza. Uno studente su tre afferma che comunque durante le ore buche la classe non è soggetta ad alcun tipo di sorveglianza.

Il problema diventa più grosso nel momento in cui il professore manca per periodi lunghi come settimane o addirittura mesi. Ad esempio a settembre oltre il 40% degli studenti non ha trovato almeno un insegnante dietro la cattedra, con conseguente ritardo sul programma della materia coinvolta.
Inoltre circa il 70% degli studenti intervistati hanno sottolineato che quest’anno hanno cambiato almeno un professore in una delle materie in cui sarebbe dovuto rimaner lo stesso per la continuità didattica.

Il motivo principale per cui le classi restano scoperte è la mancanza di professori da poter utilizzare in queste ore buche dovuta sia al taglio della riforma Gelmini sia alla mancanza di fondi delle scuole che non riescono a pagare le ore extra ai docenti, per cui tali si rifiutano di coprire le ore di supplenza.

La situazione diventa pericolosa anche perché, a classe scoperta, se uno studente si fa male c’è rischio di conseguenze penali pesanti.

Una possibile soluzione sarebbe ricorrere al cosiddetto organico funzionale, mai decollato per mancanza di fondi, ove una scuola o una rete di scuola ha la possibilità di attingere a queste risorse per riempire le ore di assenza dei professori di ruolo. Purtroppo però questo resta ancora un’illusione in quanto creare questa “scorta” di professori comporta un costo troppo elevato per la scuola italiana.

FONTE: Corriere della Sera

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