Diploma Università

Boom di iscrizioni ai licei per l’anno scolastico 2014/2015

30 luglio 2014
Commenti disabilitati

Le iscrizioni alle scuole superiori per l’anno scolastico 2014/2015, chiuse il 28 febbraio, hanno mostrato un’inversione di tendenza veramente forte rispetto agli anni passati.
Per la prima volta da molti anni a questa parte oltre il 50% degli studenti di terza media hanno deciso di continuare il loro percorso di studi al liceo.

Sicuramente questa scelta è dovuta in parte all’ampliamento dell’offerta formativa. In Italia infatti ad oggi troviamo ben 6 tipologie differenti di licei: classico, scientifico, artistico, delle scienze umane, linguistico e musicale/coreutico. Gli istituti tecnici e professionali invece continuano a perdere d’appetibilità nonostante siano stati alleggeriti con il taglio di ore riguardanti le discipline professionalizzanti.

Nel dettaglio i licei classici hanno subito un calo dal 6,1% al 6%, i licei scientifici sfiorano il 23%, grazie anche all’avvento della nuova sezione sportiva, mentre sono in continua crescita i licei linguistici, delle scienze umane e artistici.

Gli istituti tecnici, soprattutto quelli del settore economico, hanno perso circa lo 0,5% mentre son rimasti stabili quelli nel campo tecnologico. Chi ne fa più le spese sono gli istituti professionali che registrano un calo pari quasi ad un punto percentuale.

Si prospetta quindi per il futuro un’ulteriore crescita degli studenti che frequenteranno l’università e un forte calo di operai specializzati e di tecnici neo diplomati che son ancora molto richiesti dalle aziende nonostante la crisi. Le figure che mancano in Italia sono pasticceri, sarti, panettieri, falegnami, infermieri, installatori.. per un totale che si aggira intorno ai 150 mila posti disponibili.

Nell’anno scolastico 2004/2005 gli iscritti ai licei si aggiravano intorno al 42% degli studenti di terza media, mentre nel 1997/1998 erano solo il 38%.

FONTE: Repubblica.it

Università e borse di collaborazione

23 luglio 2014
Commenti disabilitati

Tanti studenti ormai hanno la necessità di trovare un lavoretto per portare a casa qualche soldo, per mantenersi se sono studenti fuori sede o magari semplicemente per aver qualche ingresso in più, durante gli anni che passano all’università.

Spesso però è difficile trovare un’occupazione che si incastri perfettamente con il tempo da dedicare allo studio a casa e con quello per frequentare le lezioni in università.

Proprio per questo motivo è nata la possibilità di lavorare tra i banchi della propria facoltà, senza perdite di tempo e conciliando perfettamente con gli orari accademici.

Gran parte delle borse di collaborazione offrono incarichi all’interno di uffici dedicati agli studenti e biblioteche. Nel primo caso i ragazzi possono aiutare altri studenti a scegliere il percorso di studi giusto, attraverso lo sportello orientamento, a preparare la tesi di laurea o a trovare tirocini e stage a chi ne fa richiesta, all’interno degli uffici tesi o stage. Nel secondo caso son disponibili incarichi presso le biblioteche di facoltà o all’interno delle aule multimediali e informatiche.

Per chi ha già svolto un’esperienza all’estero è possibile inoltre lavorare presso l’ufficio Erasmus, dove le principali mansioni consistono nella gestione delle pratiche degli studenti in partenza e nell’accoglienza dei ragazzi stranieri nelle università italiane.

Altre possibilità lavorative con le borse di collaborazione sono la radio universitaria e varie attività di tutorato delle matricole.

Ogni università emette più o meno borse di collaborazione in base alle proprie disponibilità economiche e in più o meno settori in base alle proprie esigenze. Per poterne usufruire è spesso richiesto il superamento di alcuni esami di base ed un certo voto di media accademica.
Oltre a possedere questi requisiti è necessario tenere d’occhio il sito della propria università per poter cogliere al volo l’uscita del bando relativo alle borse di collaborazione e poter presentare domanda.

FONTE: La Stampa

Lavoro e laureati: uno su quattro è disoccupato

16 luglio 2014
Commenti disabilitati

Solamente il 30% dei 19enni si è iscritto ad un corso universitario, allontanando ulteriormente l’obiettivo fissato dalla Commissione Europea per il 2020, ovvero il raggiungimento del 40% di laureati nella popolazione in età compresa tra i 30 e i 34 anni. Ad oggi infatti nella popolazione tra i 25 e i 34 anni si conta solo il 21% di laureati, numero nettamente inferiore rispetto agli altri paesi come ad esempio: in Giappone sono il 59%, nel Regno Unito il 47%, in Usa e in Francia il 43%.

Anche in Italia, comunque, la laurea garantisce vantaggi all’interno del mondo del lavoro. Tra i giovani laureati il tasso di disoccupazione è si aumentato ma in meno punti percentuale rispetto ai diplomati e a chi si è fermato alla licenza media.

Il tasso di disoccupazione è cresciuto del 12% in 4 anni per le magistrali e del 15% per le lauree di primo livello e le magistrali a ciclo unico. Infatti i neolaureati disoccupati in Italia sono il 26,5% di chi ha terminato una triennale, 22,9% della specialistica e il 24,4% della magistrale a ciclo unico.

Rispetto all’anno 2008 si lavora in meno e si guadagna meno, le retribuzioni sono calate di circa il 20% passando da 1200 a 1000 euro. Ma le previsioni sono buone. A 5 anni il tasso di disoccupazione dovrebbe risultare inferiore al 10% per i neolaureati e la retribuzione mensile dovrebbe aggirarsi intorno ai 1300 euro.

FONTE: La Stampa

Sempre più studenti stranieri nelle scuole

9 luglio 2014
Commenti disabilitati

Dall’anno scolastico 2005/2006 si è registrato un notevole incremento degli studenti con cittadinanza straniera all’interno delle scuole italiane, passando da 430mila a 830mila ragazzi.

Anche la loro distribuzione all’interno delle varie fasce scolastiche è cambiata spostandosi progressivamente dalla scuola primaria alla secondaria di primo e secondo grado. All’interno delle scuole superiori ad esempio, specialmente negli istituti professionali e tecnici, contano oggi oltre 200mila studenti, mentre nel 2006 erano solo 83mila.

Tantissimi studenti stranieri che popolano le nostre scuole sono in realtà nati all’interno del nostro Paese, bambini e ragazzi che parlano correttamente l’italiano con tutte le relative inflessioni delle varie regioni dove stanno crescendo. Tutto questo richiama all’appello la questione dello jus soli, ovvero di dare la cittadinanza italiana a tutti coloro che son nati nel nostro Paese.

Nonostante tutto però, dagli esiti di scrutini e relative pagelle si deve prender atto che comunque molti di loro arrancano a livello scolastico, mettendo sempre più in luce la necessità di un miglioramento nell’ambito dell’orientamento scolastico, della valutazione e dell’istruzione e formazione dei giovani e degli adulti di altre nazionalità.

FONTE: Repubblica.it

t>