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La scienza è roba da soli uomini? Per Ingegneria e Fisica parrebbe di si ma…

28 maggio 2014
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Nonostante le facoltà di Fisica ed Ingegneria siano zeppe di studenti che diventeranno gli scienziati del futuro, le “quote rosa” sono ancora molto basse. Per questo motivo, grazie al Ministero dell’Istruzione, partirà un progetto di orientamento che promuoverà i corsi di laurea in Chimica, Fisica, Scienze dei Materiali e Matematica, cercando di invertire la tendenza aumentando e spronando le ragazze ad intraprendere questi percorsi di studi.

Durante il convegno “Donna Scienza e Tecnologia un’opportunità per l’Italia”, organizzato da ValoreD e svoltosi al Museo della Scienza di Milano, è emerso che le ragazze laureate in Ingegneria sono cinque volte meno degli uomini.
A questo convegno hanno partecipato volti noti quali Maria Chiara Carrozza, attuale Ministro dell’Istruzione, la ricercatrice Elena Cattaneo, neo-nominata senatrice a vita, e Amalia Ercoli Finzi, prima donna laureatasi in ingegneria aerospaziale in Italia, tutte illustri esempi di donne di Scienza arrivate ad altissimi livelli. Le donne infatti arricchiscono “il pensiero logico di sentimento e intuizione” e “ciò che fa migliorare l’innovazione è la capacità di vedere lontano”.

Altri grandi esempi di donne di scienza sono, ad esempio, Angela Merkel, laureata in fisica, Samantha Cristoforetti, astronauta attualmente impegnata nella sua prima missione internazionale, Patrizia Grieco, presidente dell’Olivetti, e Marissa Meyer, prima donna ingegnere di Google nonché attuale amministratore delegato di Yahoo!.

Le scienziate nella storia comunque non sono mai mancate, basti pensare a Margherita Hack e Rita Levi Montalcini, grandi donne studiose e punti di riferimento della cultura italiana e mondiale.

FONTE: skuola.net

Paese che vai intervallo che trovi, ecco la differenza del sistema scolastico finlandese raccontata da un insegnante

21 maggio 2014
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Gli studenti quindicenni finlandesi sono da sempre i primi a livello Europeo, Tim Walker insegnante statunitense ci ha raccontato il segreto della scuola finlandese.

“La particolarità che mi ha sorpreso maggiormente del sistema scolastico finlandese sono le numerose pause che studenti ed insegnanti hanno durante l’orario scolastico. per me è stato un shock”, racconta l’insegnante appena trasferitosi da Boston ad Helsekin.

“Inizialmente vedevo queste pause come spreco di tempo e quindi me ne stavo in classe a preparare le lezioni successive, ma poi i miei colleghi quasi preoccupati per me mi hanno invitato a frequentare l’aula insegnanti durante questi break di 15 minuti”, continua l’insegnante “il sistema scolastico prevede 45 minuti di lezione e 15 minuti di intervallo proprio perché sono convinti che la pausa aiuta la concentrazione e ad essere più produttivo”.

In America come in Italia gli insegnanti non hanno mai delle pause, anche perché durante l’intervallo devono controllare la classe in quanto è una loro responsabilità, in Finlandia invece l’alunno durante le pause è autonomo, questo gli permette di diventare molto più autonomo rispetto ad un alunno di un altra nazione.

“Volevo insegnare a camminare in fila e in silenzio ai miei alunni di quinta, ma non c’è stata la necessità, ho notato che loro erano già in grado di spostarsi autonomamente e di conseguenza un insegnamento sarebbe stato inutile e anche offensivo”

A questo punto la domanda sorge spontanea, visti i risultati eccellenti dei giovani finlandesi, il sistema scolastico italiano va rivisto introducendo diverse pause in orario scolastico?

FONTE:Repubblica

Ritardo scolastico per gli studenti stranieri

14 maggio 2014
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Il nuovo esito dell’indagine condotta da Caritas-Migrantes fa emergere che gli alunni stranieri sono in ritardo scolastico e le statistiche parlano chiare due alunni su tre.

Questo fenomeno si accumula particolarmente nella scuola secondaria di secondo grado dove gli studenti non riescono a stare nei tempi dei compagni italiani.

Come già indicato il 67.1% del ritardo scolastico si manifesta alle scuole superiori a differenza del 44.1% delle scuole medie e del 16.3% delle scuole elementari, è un dato di fatto che i professori delle scuole superiori tendono a bocciare di più ma il problema sembra proprio la difficoltà nell’apprendimento.

Queste difficoltà nella comprensione si manifestano specialmente in studenti arrivati in italia in età adolescenziale, che di conseguenza non sono stati abituati già da piccoli ad integrarsi con i bambini italiani.
La mancata integrazione porta gli studenti straniere ad unirsi con ragazzi dello stesso linguaggio o nazionalità, formando dei veri e propri gruppi in scuole superiori professionali ed istituti tecnici dove risulta la maggior parte di loro.

Il mancato inserimento nel sistema italiano e la formazione di questi gruppi di studenti che non riesco ad apprendere come i compagni italiani, fa si che si autoescludano e di conseguenza non migliorino il loro rendimento scolastico, per questo bisogna seguire opportunamente lo studente straniero durante il suo percorso di inserimento nel sistema scolastico italiano.

FONTE: skuola.net

La storia del ‘900, un mistero per i neodiplomati

7 maggio 2014
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Ebbene sì a dirlo è l’università la Sapienza che ha condotto un indagine basata sui test effettuati dai neodiplomati.

Pare che la storia non sia la materia di punta dei neodiplomati in quanto conoscono bene la storia medievale e moderna, ma presentano grosse lacune per la storia contemporanea.

Il test somministrato a 793 studenti, di cui 621 matricole diplomate nel 2010 e provenienti per la maggioranza da licei, ha dato esiti allarmanti in quanto 1 risposta su 5 riguardanti la seconda metà del secolo scorso è rimasta vuota.

A testimoniare questo deficit di conoscenza sono proprio gli studenti che dichiarano di non aver studiato niente successivo alla Guerra Fredda, il problema sembra proprio dato da un ritardo del piano di studi, anche se il parere dei giovani diplomati sono abbastanza favorevoli sulla preparazione dei prof.

FONTE:skuola.net

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