Diploma Università

Studenti per punizione finiscono a lavorare nel cimitero

27 febbraio 2013
Commenti disabilitati

L’idea di inventarsi un ponte che la scuola non aveva concesso è costata cara a 74 studenti che sono stati sospesi e puniti a lavori socialmente utili presso il cimitero comunale, il carcere minorile e nelle zone verdi della città.

L’episodio singolare è successo  il 31 ottobre scorso, nell’Istituto professionale “Giovanni Giorgi” di Potenza che non aveva concesso il ponte. Tale decisione non è “andata giù” agli studenti che hanno preso come pretesto il malfunzionamento del riscaldamento uscendo dalla scuola alla seconda ora.

La preside, non ha di certo chiuso un occhio su quella che definisce “un’uscita arbitraria”. Dopo la sospensione, ha seguito alla lettera il regolamento interno dell’istituto, che prevede di punire i ragazzi disobbedienti impegnandoli in lavori socialmente utili.

I 74 studenti sono stati divisi in gruppi e “condannati” ad una mattinata di lavoro: alcuni presso il cimitero comunale per liberare i viali dall’immondizia, altri all’istituto penitenziario minorile per ripulirne gli ambienti e altri ancora verranno impegnati per piantare aiuole nei giardini e zone verdi della città non appena le condizioni climatiche lo permetteranno.

La preside ribadisce che l’obiettivo di tale punizione è far capire quanto è più comodo il mestiere di studente rispetto a quello degli adulti e far comprendere la funzione educativa della scuola verso il singolo studente.

FONTE: skuola.net

Facebook può essere utilizzato per assegnare i compiti?

22 febbraio 2013
Commenti disabilitati

È legale che una professoressa abbia fatto un gruppo su Facebook sul quale dà dei compiti in più al di fuori dell’edificio scolastico?

A Reggio Emilia, Alberto Vellani, un insegnante di lettere della terza
media “Leonardo da Vinci”, usa Fecebook in classe per fare lezione e assegnare compiti. Molto spesso sono gli stessi genitori che postano proposte per attività didattiche.
Un problema che subito si presenta riguarda gli studenti che non hanno un profilo sul social network e quindi non è possibile obbligare qualcuno ad iscriversi. Inoltre per tutti gli iscritti non è detto che sia possibile connettersi a qualunque ora del giorno per tutti i giorni, per di più se si pretende che lo si faccia al di fuori dell’orario scolastico.

La professoressa in questione può assegnare compiti extra ma senza creare un canale di comunicazione preferenziale solo con alcuni studenti. Sarebbe ingiusto invece se i compiti assegnati via Facebook fossero parte integrante della didattica e sottoposti a valutazione, in quanto assegnati dopo l’orario scolastico. Questo tipo di problema può essere evitato se gli studenti e i loro genitori sono informati e concordi a tale procedimento.

Inoltre, c’è da considerare che insegnanti e dirigenti scolastici non vedono di buon occhio l’amicizia virtuale tra professori e studenti. In alcune scuole americane e anche in una scuola ligure, si sono adottati provvedimenti per impedire l’amicizia virtuale.

FONTE: skuola.net

Mestieri senza crisi: Orafo e orologiaio

20 febbraio 2013
Commenti disabilitati

In Campania nel consorzio orafo de Il Tarì di fama mondiale ci sono ragazzi che studiano circondati da gioielli e orologi preziosi pronti a diventare orafi ed orologiai di domani. Questi ragazzi non hanno conoscenze particolari nel settore, sono in possesso solo del diploma di scuola superiore.

Il Tarì è un consorzio orafo conosciuto in tutto il mondo e la sua scuola è una struttura per l’alta formazione dedicata ai temi del design, della ricerca e della formazione. I giovani studenti all’interno della scuola de Il Tarì possono cimentarsi nel disegno e nella creazione dei gioielli e riparare orologi molto costosi e, già dopo il primo anno del corso biennale, i ragazzi hanno già le competenze per iniziare a lavorare.

Al contrario del laboratorio occupato dagli orafi, quello degli orologiai mostra un ambiente differente in cui tutti quei ragazzi sono alle prese con meccanismi microscopici che, per poter essere lavorati, necessitano di un monocolo. Il settore degli orologiai è uno dei pochi in cui la domanda di lavoro supera l’offerta.

FONTE: skuola.net

Addio al vecchio appello, le assenze sono rilevate elettronicamente

15 febbraio 2013
Commenti disabilitati

Al Liceo scientifico “Plinio Seniore” di Roma il preside ha deciso di prendere le impronte digitali a tutto il personale che lavora presso l’Istituto scolastico per controllarne le presenze.  Senza essere stati consultati prima, insegnanti e personale ATA avrebbero dovuto far rilevare le proprie impronte digitali attraverso appositi macchinari. Quando si è venuto a sapere è scoppiata una rivolta del personale che ha sporto denuncia per violazione della privacy nel trattamento dei dati sensibili. Dopo gli interventi degli ispettori del lavoro, i dispositivi sono stati rimossi.

Nel Texas i ragazzi che frequentano la John Jay High School e la Anson Jones Middle School, saranno dotati di un badge su cui è installato un microchip per rilevare la propria posizione all’interno della scuola e attraverso uno schermo, sarà possibile vedere se sono in aula o altrove. Anche in questo caso i genitori degli studenti hanno espresso contrarietà al metodo in via speriemntale, ma la scuola ha fatto sapere che, se qualcuno si rifiuterà di utilizzare il badge, sarà severamente punito.

FONTE skuola.net

t>