Diploma Università

ITS, l’alternativa dopo il diploma

31 ottobre 2012
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Nasce in Italia una nuova alternativa per i ragazzi che finiscono le scuole superiori, questi sono gli ITS (Istituti Tecnici Superiori). Sono delle scuole post diploma che anno una durata biennale improntate sulle conoscenze tecniche per realizzare personale specializzato in varie materie tecnologiche, risorsa da sempre ricercata nelle aziende italiane e non solo. Difatti gli ITS esistono in Europa da decenni hanno avuto una grande importanza nella formazione dei tecnici specializzati indispensabili nel mondo del lavoro. Attivati l’anno scorso, 59 quelli aperti finora nel Paese: i primi tecnici superiori con tanto di titolo di studio usciranno dagli Istituti a metà del 2013. Frutto di collaborazioni e confronti tra Ministero, Confindustria, le regioni e i sindacati per sottolineare il legame formazione-lavoro, dal punto di vista giuridico gli Istituti sono fondazioni di partecipazione costituiti da enti, pubblici e privati: un istituto di istruzione secondaria superiore, capofila del progetto e destinatario dei fondi ministeriali, una struttura formativa accreditata dalla Regione per l’alta formazione, almeno un’impresa del settore produttivo cui si riferisce l’istituto tecnico superiore, un dipartimento universitario o un centro di ricerca e un ente pubblico locale.
Sei le aree tecnoclogiche di specializzazione degli Its, giudicati prioritari per lo sviluppo economico del Paese:

- Efficienza energetica;
- Mobilità sostenibile;
- Nuove tecnologie della vita;
- Nuove tecnologie per il made in Italy;
- Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali;
- Tecnologie per l’informazione e la comunicazione.

Fonte: LaStampa.it

Le scuole e i professori più severi

26 ottobre 2012
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I ragazzi di Skuola.net hanno stilato la classifica delle scuole, presenti nelle grandi città italiane, con il più alto tasso di bocciature. I dati presi in esame provengono dal ministero dell’istruzione ed evidenziano i livelli di bocciatura sia fra i diversi indirizzi scolastici che fra le varie scuole presenti nella stessa città.

Nelle prime posizioni della classifica si piazzano due scuole napoletane: l’istituto tecnico-economico Caracciolo con il 73,7% di bocciati e l’istituto professionale Silvestri con il 61,3%. In terza posizione si trova il tecnico agrario di Palermo con 46,9% di non ammessi all’anno successivo. Chiude la lista delle 10 scuole “più severe” il professionale Pellegrino Artusi di Roma con il 35% di bocciati.

Viceversa, le scuole che hanno avuto un “en plein” di promossi, sono: il linguistico Setti Carraio/Dalla chiesa di Milano, lo scientifico Castelnuovo di Firenze e il classico di via da Garessio a Roma.

Da quest’analisi statistica sono emerse le scuole più selettive e quelle meno severe, tuttavia lo stesso risultato può essere interpretato in maniera differente, dove risiedono gli studenti “con poca voglia di studiare” e dove si trovano invece gli “alunni più diligenti”.

Dipende dai punti di vista…

Fonte: Larepubblica.it

Chi sono i peggiori compagni di banco?

24 ottobre 2012
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Sbagliare compagno di banco non è una cosa da poco, infatti c’è in gioco la sufficienza del compito in classe per non parlare poi dell’umore che incide su tutta la giornata.

Stare seduti accanto a qualcuno con cui non si riesce proprio ad allacciare un rapporto di simpatia è dura.  Ecco la classifica dei  peggiori compagni di banco che possono capitare.

L’ansiogeno: colui che si vede sempre la possibilità di una verifica o interrogazione, durante la quale si lamenta del sicuro esito negativo, anche se poi prende un bel voto.

Il bullo: quello che dice è legge! ..ma anche no, basta mettere subito in chiaro le cose, ognuno è libero di fare quello che vuole.

Il dispettoso: ogni momento è buono per dare fastidio. Rimedio? tanta pazienza.

Il dormiglione: non è di compagnia ma almeno è tranquillo.

Il secchione egoista: le risposte le sa tutte, ma non le condivide con te. Molta pazienza e forse anche yoga sono l’unica soluzione.

FONTE: studenti.it

Le verità non dette all’università

19 ottobre 2012
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Ecco alcune verità che dopo la laurea diventano un amara sorpresa:

Una laurea non sempre  indirizza verso quello che sarà il mestiere desiderato.

A molti datori di lavoro non importa dove o con quanto ti sei laureato, ma danno più importanza alle esperienze fatte al di fuori dell’università, come gli stage e i tirocini.

Non sempre  è richiesta la laurea perchè spesso viene ricercata esperienza e capacità di apprendimento.

I libri  insegnano un mestiere, ma offrono la strada per affrontarlo e impararlo con la pratica e l’esperienza.

La maggioranza dei datori di lavoro tende a scartare spesso i neolaureati per evitare perdite di tempo dovuto all’insegnamento del lavoro.

A volte il lavoro non’è come si avrebbe voluto, cambiare campo va bene, ma non per forza si deve lavorare nel campo limitato strettamente al percorso di studi compiuto.

FONTE: studenti.it

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