Diploma Università

Acquisto libri di testo per anno scolastico 2009-2010

31 luglio 2009
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Costeranno fino il 25% in più da quanto previsto dal ministero

Il ministero del l’Istruzione ha definito quelli che sono i tetti massimi di spesa per l’acquisto di libri scolastici per il prossimo anno mettendo in evidenza come le spese maggiori, circa il 25% in più, si verificano per chi deve affrontare il terzo anno d’istruzione.

E’ stato calcolato che la spesa per i libri corrisponde al 40% dello stipendio medio mensile di un impiegato, il che è un po’ eccessivo.

Per questo molti istituti, pur di rimanere nei tetti ministeriali, escludono libri per esercitazioni, monografie, vocabolari, testi di educazione fisica piuttosto che la Divina Commedia.
Infatti facendo qualche calcolo senza i libri consigliati si sfora dal 3% al 7% mentre con i dizionari ed i vari eserciziari si va oltre il 15%.

Ovviamente i diversi istituti concordano nel dire che i tetti di spesa debbano essere rispettati, c’è chi suggerirebbe di investire nelle biblioteche di classe e su data base con possibilità di scambio di materiali via rete, c’è chi vuole ampliare la biblioteca on-line e chi invece adotterà una serie di iniziative per supportare la spesa dei libri scolastici.

Bloccata la riforma voluta dal ministro Gelmini

29 luglio 2009
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Lo ha deciso la corte costituzionale.

ROMA – Lo Stato ma in particolare il ministero dell’Istruzione non potrà riorganizzare il mondo scuola in quanto non è di sua competenza ma delle singole regioni. A stabilirlo è stata la corte costituzionale che ha ritenuto illeciti alcuni punti della norma che avrebbero consentito alla scuola, dal prossimo anno, un risparmio sulle

Essenzialmente sono su due i punti della norma dove i giudici della Consulta devono far fronte ai ricorsi delle Regioni e riguardano la definizione da parte del ministero dell’Istruzione di criteri, tempi e modalità per ridimensionare il mondo scuola; ed il fatto che lo Stato, oltre a Regioni ed comuni, possa prevedere misure utili a ridurre il disagio degli utenti nel caso di chiusura o accorpamento degli istituti scolastici .

Secondo la corte infatti i criteri che definiscono quello che è il mondo scolastico hanno effetti diretti ed immediati sulle situazioni legate alle diverse realtà territoriali ed alle esigenze socio-economiche di ciascun territorio. Mentre per la consulta queste disposizioni non possono essere qualificate come una norma generale sull’istruzione in quanto invadono spazi riservati alle Regioni.

Fonte: lastampa.it

Smentiti i dati provenienti dal ministero.

27 luglio 2009
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Sono meno le bocciature sia per le medie che per le superiori.

ROMA – I dati definitivi riguardo le bocciature alle medie ed alle superiori sembrano smentire la Gelmini, almeno in parte. Infatti, sia i bocciati nelle classi intermedie della scuola superiore che i ragazzini che non ce l’hanno fatta a superare agli esami di terza media sono diminuiti.

Inoltre sul 5 in condotta, soluzione italiana per far fronte al problema del bullismo, va precisato che non son stati bocciati 10 mila ragazzi per il 5 in condotta, ma sono 10 mila studenti delle scuole medie e superiori ad essere stati bocciati anche con 5 in condotta.
Il numero di ragazzi bocciati per il solo comportamento non è rilevabile da nessuno anche perchè il gestore del sistema informativo può solo raccogliere i dati relativi ai bocciati con votazione nel comportamento inferiore a 6/10.

Rispetto al 2008, sono aumentati i non ammessi agli esami di Stato, probabilmente per via della sufficienza richiesta in ciascuna materia per arrivare agli esami.
E’ cresciuto anche il numero dei rimandati a settembre anche dei bocciati alla maturità.

Ecco un po’ di dati: i bocciati agli esami di terza media sono solo lo 0,48%, mentre nel 2008 erano lo 0,53%; differenza che si accentua maggiormente se si prendono in considerazione i dati relativi ai soli studenti delle scuole statali: 0,45% nel 2009, contro lo 0,53% del 2008.

Anche per i bocciati alle superiore, i primi dati ministeriali parlavano di una crescita ma invece si è assistito al fenomeno inverso: 13,8% nel 2008 e 13,6 quest’anno.

Il maestro unico nella scuola primaria.

26 luglio 2009
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Ecco le prime disposizioni.

ROMA – La Gazzetta ufficiale del 15 luglio riporta alcune di quelle che sono le disposizioni riguardante il maestro unico per il primo ciclo d’istruzione e la scuola dell’infanzia.

Il regolamento riporta, come era prevedibile, i contenuti approvati dal consiglio dei ministri nello scorso febbraio.

L’articolo 2 concede l’opportunità d’iscrizione ai bambini che compiono i tre anni entro il 30 aprile dell’anno successivo, anche se viene rimandata al collegio dei docenti ogni decisione in merito alle modalità di inserimento.

Per la scuola primaria dal prossimo anno si prevede la riorganizzazione didattica con l’introduzione dalle prime classi con il maestro unico come riferimento.
Le scuole potranno continuare a proporre anche altri modelli di orario (27, 30 o 40 ore) rimanendo sempre nei limiti delle risorse a disposizione.
Il testo del Regolamento non si esprime sulla questione delle compresenze.

Nelle medie il tempo scuola si compone di 29 ore settimanali, oltre le 33 ore annue da dedicare all’approfondimento della materie letterarie.
Il tempo prolungato potrà arrivare fino a 36 ore o anche a 40.
Per i contenuti e programmi del primo ciclo rimangono in vigore le disposizioni volute dalla Moratti aggiornate dalle indicazioni per il curricolo di Fioroni.

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