Diploma Università

Al via i test di ammissione per le facoltà a numero chiuso

31 agosto 2010
Stupid Exam.
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Al via i test di ammissione: iniziano gli aspiranti dottori.

Si inizia giovedì 2 settembre con la prova di medicina e chirurgia, 80 domande a risposta multipla da rispondere in 2 ore:quaranta di cultura generale e ragionamento logico, diciotto di biologia, undici di chimica e undici di fisica e matematica. I posti disponibili sono 8.755 , ma i candidati sono circa 90 mila.

Si continua poi venerdi 3 settembre con il test di Odontoiatria 789 posti anche loro 80 quesiti da rispondere in 2 ore.

Lunedi 6 settembre è il turno dei candidati alla facoltà di veterinaria con 1006 posti disponibili, si continua poi martedi 7 settembre con gli aspiranti architetti 9265 posti .

Chiudono questa prima fase  i candidati alle Professioni sanitarie: infermieri, ostetriche, logopedisti, fisioterapisti, ecc. Complessivamente, sono 28.135 i posti disponibili, di cui 16.336 per le scienze infermieristiche.

Gli ultimi saranno gli aspiranti insegnanti lunedì 20 settembre sono 4.828 posti per la facoltà di Scienze della formazione primaria. In due ore dovranno rispondere ad 80 quesiti: cultura linguistica e ragionamento logico; cultura pedagogico-didattica; cultura letteraria, storico-sociale e geografica; cultura matematico-scientifica.

Da quest’anno il voto di maturità diventerà determinante solo in caso di pari punteggio nelle prove.

fonte: Repubblica.it

Un aiuto dal web per le matricole: test di ingresso anche online

30 agosto 2010

Siti e forum per prepararsi al mondo universitario
Ora non è più necessario fare code e code davanti alle segreterie delle università, le nuove generazioni sono in grado di prepararsi per i test di ammissione alle università a numero chiuso anche da casa, tramite internet.
Consultando bacheche virtuali, siti ufficiali e anche forum a libera disposizione degli studenti.
Sul web si trova di tutto, anche consigli, costi e informazioni da parte di chi li ha già fatti.
Nei siti web si trovano per esempio anche informazioni comparative sui costi degli esami di ammissione, in questo modo è possibile scegliere la facoltà universitaria persino considerando i costi di segreteria.
Altri siti mostrano una classifica della ‘probabilità’ di farcela, basata sul confronto tra i posti disponibili e il numero di iscritti.
Infine ci sono siti web che provano a ’suggerire’ le domande più curiose che potrebbero essere presenti nei test più recenti, non solo domande prettamente scientifiche/tecniche, ma spesso possono essere presenti nei test di ammissione anche domande rivolte a verificare la capacità di comprensione verbale e di analisi logica dei testi.

Fonte: La Stampa

Matricole “a numero chiuso” più medici e meno architetti

12 agosto 2010

A settembre le prove di ammissione per entrare nelle facoltà a numero chiuso. Il test d’ingresso si svolgerà in contemporanea in tutte le università statali
Il conto alla rovescia è iniziato per molti studenti che hanno appena preso la Maturità, aspiranti matricole dei corsi di laurea a numero chiuso.
Per loro le vacanze sono finite ed è tempo di rituffarsi nei libri. Una nuova e impegnativa prova li attende: la prova di ammissione per le facoltà ad accesso programmato a livello nazionale.
Il test d’ingresso si svolgerà a settembre, in contemporanea in tutte le università statali e in un’unica giornata, per ciascuna delle tipologie previste dal Miur.
Per riuscire a entrare bisogna giocare bene le proprie carte, e anche la scelta dell’ateneo ha un’importanza strategica. La possibilità di passare il test ed accedere ai posti a numero chiuso dipenda da molti fattori, a cominciare dal rapporto tra posti disponibili e iscritti alla prova in una determinata sede.
Gli strumenti per potersi preparare comunque non mancano, iniziando dal sito ufficiale del Ministero che presenta tutte le prove degli anni passati con i relativi risultati, e un ’simulatore di prova’ per potersi ‘allenare’.
Ma ci sono anche moltissimi altri siti in Internet dove trovare aiuti, approfondimenti e risorse di ogni genere, che possono essere utili anche agli studenti che non andranno in università a numero chiuso, ma che spesso prevedono comunque un ‘test di orientamento di ingresso’ che risulta molto utile a rendere gli studenti coscienti del loro effettivo livello di preparazione rispetto alle conoscenze propedeutiche richieste per sostenere il corso di studi che si accingono a iniziare.

Fonte: La Repubblica.it

Le materie che non piacciono all’università

6 agosto 2010

Statistica, antropologia e geografia sono le materie che piacciono di meno agli studenti universitari.
La prima serve a comprendere i fenomeni sociali e ad avere dati su cui basare le scelte.
La seconda consente di accedere alle regole profonde che governano le società umane.
La terza svela forme e colori del pianeta in cui viviamo.
Ma ai nuovi studenti dell’università, ai giovanissimi che si affacciano nelle stanze del sapere, non piacciono per nulla.
Statistica, antropologia e geografia sono agli ultimi posti della “classifica di gradimento” di chi si appresta a entrare negli atenei italiani.
A indicarlo è uno studio realizzato da un consorzio che coinvolge 60 atenei italiani.
Invece, le materie più presenti nei programmi di studio dei corsi universitari sono soprattutto quelle giuridiche.
In un periodo caratterizzato da così tanto fervore tecnologico com’è quello in cui viviamo, questi dati fanno riflettere.
Si profila l’idea che ci siano dei problemi nei servizi di orientamento, che le scuole non siano in grado di far comprendere al meglio il senso dei vari percorsi di studio tra cui gli studenti sono chiamati a scegliere.
E’ preoccupante scoprire che la metà degli studenti diplomati, al termine del corso di studi, dichiara che non rifarebbe la stessa scuola.
Questi dati fanno comprendere quanto sia ancora sottovalutata ma molto importante la funzione di orientamento, per evitare il peso delle scelte sbagliate che ricadrebbe non solo sugli studenti ma alla lunga anche sulla società.

Fonte: La Repubblica.it

Approvato al senato il ddl Gelmini sulla riforma dell’università.

30 luglio 2010
Il Presidente Giorgio Napolitano, nei Giardini...
Image via Wikipedia

E’ stato approvato ieri (29 luglio 2010) al senato il ddl Gelmini sulla riforma dell’università .

Il provvedimento ha ricevuto 152 voti favorevoli, 94 contrari ed un astenuto, la discussione alla camera avverrà dopo la pausa estiva.

“Voglio esprimere grande soddisfazione per l’approvazione del ddl sull’università, si tratta di un evento epocale” – ha dichiarato il ministro Mariastella Gelmini – “che rivoluziona i nostri atenei e che permette all’Italia di tornare a sperare. L’università sarà più meritocratica, trasparente, competitiva e internazionale. Il ddl segna la fine delle vecchie logiche corporative: sarà premiato solo chi se lo merita”.

In sintesi i cambiamenti principali del ddl:

Cambiano le regole per il reclutamento dei ricercatori e dei docenti universitari.

Sarà necessaria una abilitazione nazionale (con parametri stabiliti dall’Anvur Agenzia nazionale per la valutazione del sistema universitario) per poter diventare docenti ordinari od associati.

Le commissioni saranno composte da quattro professori sorteggiati da una lista di ordinari del settore disciplinare oggetto del bando.

Per i ricercatori le commissioni saranno composte da un professore associato, nominato dall’università che richiede il bando e da due professori ordinari sorteggiati da una lista di professori del settore disciplinare oggetto del bando.

Scompaiono i ricercatori a tempo indeterminato.

Viene introdotti il cosiddetto “Tenure Track”: sono previsti contratti a tempo determinato (minimo 3, massimo 5 anni) seguiti da contratti triennali (rinnovabili una sola volta), al termine dei quali se il ricercatore sarà ritenuto valido  sarà confermato a tempo indeterminato come associato.

Si abbassa, inoltre, l’età in cui si entra di ruolo da 36 a 30 anni con uno stipendio che passa da 1300 a 2000 euro.

Istituito fondo per il merito

Verrà istituito un fondo nazionale per il merito al fine di erogare borse di studio e prestiti d’onore con tassi bassissimi.

Piu autonomia per le università virtuose

Le università con i risultati accademici migliori e più attente ai bilanci potranno sperimentare una governance flessibile (d’intesa col ministero).

Limite di 12 facolta per ateneo

Potranno esserci al massimo 12 facoltà per ateneo. Sarà possibile federare università vicine per abbattere i costi.

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L’università di Bergamo a caccia di nuove sponsorizzazioni.

10 giugno 2010

Con 3mila euro adotti un alunno.

BERGAMO – Un milione di euro:questa la cifra che servirà all’Università degli studi di Bergamo per dare avvio ad un processo di internazionalizzazione che porterà gli studenti bergamaschi a prendere parte, già dal prossimo anno accademico, a 24 insegnamenti in lingua straniera oltre ad avviare tre lauree specialistiche completamente in lingua straniera.

È la risposta alle richieste di tutti gli attori del territorio, ha spiegato il rettore Paleari, il quale ha aggiunto che inizialmente le istituzioni pubbliche ed i privati hanno chiesto di individuare dei progetti strategici per l’ateneo e per Bergamo promettendo pieno sostegno nel processo di innovazione.
In otto mesi, è stato avviato un programma che porterà Bergamo ed i suoi studenti ad avere tutte le carte in regola per confrontarsi con il mondo.

Il rettore attualmente è in cerca di un sostegno più concreto (finanziario) al suo programma sia tra i grandi imprenditori, ma anche tra le piccole e medie imprese. Non a caso ha lanciato l’iniziativa «Adotta un talento».

L’idea dell’iniziativa è molto semplice: si chiede a possibili piccoli supporters una quota di tremila euro all’anno, pari al costo di uno studente oltre alle tasse che paga per la sua formazione accademica, da destinare ai giovani che aderiranno ai nuovi percorsi di internazionalizzazione.

Per alcuni piccoli e medi imprenditori è un investimento sostenibile che permetterà la formazione di giovani talenti sul territorio in grado in futuro di portare la Bergamasca a confrontarsi alla pari con il mondo.

E’ quindi un modo per coinvolgere tutti in un progetto di largo respiro. Ovviamente il rettore si rivolgerà anche alle istituzioni pubbliche, chiedendogli un sostegno per questo progetto, e in particolare ai grandi imprenditori affinché colgano l’importanza dell’apporto culturale dell’università per uscire dalla crisi economica.

Fonte: Eco di Bergamo

Alla Sapienza di Roma arrivano i certificati online.

4 giugno 2010

Obiettivo: eliminare le file nelle segreterie di ogni facoltà

ROMA – La Sapienza dice basta alle lunghe file davanti alle segreterie delle proprie facoltà. E lo fa attraverso il timbro digitale, un nuovo servizio online che consente di scaricare dal portale dell´ateneo i certificati di iscrizione con gli esami sostenuti e i certificati di laurea, sia in carta semplice che in bollo. Un sistema innovativo, attivo 24 ore al giorno che permette agli studenti di stampare dal loro pc i documenti, che hanno comunque pieno valore legale.

Per ottenere i certificati con il timbro digitale gli studenti devono collegarsi al portale “Infostud” dal sito della Sapienza. Tramite l’utilizzo della password che ogni iscritto riceve automaticamente, lo studente può iscriversi agli esami della sua facoltà e visualizzare i certificati online con il timbro digitale.

Dunque una vera e propria rivoluzione che consente di rimuovere le file davanti agli uffici delle segreterie ed evitare perdite di tempo con le pratiche agli studenti stessi.

Fonte: Roma.Repubblica.it

Rimossi quasi 470 corsi di laurea in soli 2 anni

31 maggio 2010

Eliminati 371 triennali primo livello e 97 specialistiche

ROMA – Una università privata, in soli due anni, di 469 corsi di laurea : in totale sono 371 le lauree triennali di primo livello rimosse e 97 quelle specialistiche. Sono le università statali a tagliare maggiormente (-9%) a fronte di un calo dei corsi di laurea negli atenei privati del 3,5% . Tagli più incisivi per le università di media grandezza (-16,4%), seguiti dalle grandi università (-12,1%) e dai politecnici (-11,4%). L’offerta formativa si è contratta maggiormente laddove era già meno presente (nelle isole e nel sud della penisola).

A pubblicare i dati dell’operazione di diminuzione dei corsi accademici avviata nell’anno accademico 2007-2008 e tuttora in corso è il Cun, il Consiglio universitario nazionale.

Secondo quanto risulta al Servizio informazione e comunicazione del Cun i corsi di laurea sono passati da un totale di 5.460 (anno accademico 2007-2008) a 4.986 (anno accademico 2009-2010) con una rimozione netta di 469 corsi. Nello specifico le lauree triennali di primo livello sono passate da 2782 a 2411, mentre le lauree specialistiche da 2401 a 2304.

Non è stata invece rimossa l’offerta delle lauree a “ciclo unico” come medicina e chirurgia, odontoiatria e protesi dentaria, veterinaria, farmacia, chimica e tecnologie farmaceutiche, architettura, ingegneria edile e giurisprudenza. Permangono stabili, prevedono un percorso di studio di 5 o 6 anni e sono afferenti a professioni regolamentate.

I tagli maggiormente incisivi avvengono nelle università statali che, in due anni, hanno rimosso il 9,1% dei corsi di laurea. Le statali coprono la più grande offerta formativa in Italia (sono il 93,3%). Gli atenei privati tagliano il 3,5% dei corsi e sono il 4,4% dell’offerta universitaria nazionale.

L’offerta formativa si è contratta in differenti modi su base geografica. In due anni il centro Italia ha dovuto rinunciare a 139 corsi di laurea, il sud ne ha rimossi 108, il nord-ovest 53, il nord est 87 e le isole 87. In percentuale si evidenzia che l’offerta formativa si è contratta maggiormente laddove era già meno presente: isole -13,9%; sud -9,5%; centro -9,3%; nord est – 7,9% e nord ovest – 4,6%.

Maggiormente tagliati gli atenei di media grandezza con 10.000/20.000 iscritti, seguiti dai mega atenei con oltre 40.000 studenti e dai politecnici. I grandi atenei, con 20.000/40.000 studenti tagliano del 2,3% e i piccoli (con meno di 10.000 studenti) dello 0,8%.

Fonte: La Stampa

Pensionare il libretto esami?

14 maggio 2010

Questa la proposta di Alma Mater. Elevato costo e sorpasso tecnologia le motivazioni

BOLOGNA – Ciao libretto. Non sei più al passo con i tempi e inoltre sei sempre più costoso. Questo il pensiero che “gira” all’Alma Mater dove si sta seriamente considerando di eliminare uno dei simboli dello studente universitario. La proposta, è ancora nella fase iniziale, ma è già stata presentata in commissione Didattica.

Il libretto è infatti considerato uno strumento obsoleto per tener traccia degli esami superati, inoltre è inutile in quanto privo di valore legale come documento di riconoscimento, e sorpassato dalla tecnologia. Un futuro vicino, poiché già da tempo chiunque decidesse di laurearsi a Bologna ha a propria disposizione un badge elettronico per verbalizzare gli esami e una serie di strumenti on line per tenere monitorato il proprio curriculum universitario.

Di fatto l’abolizione del libretto è strettamente legata a necessità di risparmio. Ogni anno pesa parecchio sulle casse dell’ateneo, con 100 mila euro di spesa. E considerando i tempi bui che attendono le università italiane ( scomparsa di circa 40 milioni di euro di finanziamenti statali ), la decisione pare irrevocabile.

Ma nelle prossime settimane arriverà un ulteriore problema sul tavolo della commissione : la decadenze degli studenti fuori corso. La questione riguarda soprattutto gli studenti delle facoltà mediche, che dopo un diverso numero di anni fuori corso, vengono dichiarati decaduti e sono costretti di nuovo ad iscriversi, ed a rifare i test d’ingresso dove previsto.

Fonte: Corriere di Bologna.it

Basta al fumo all’aperto.

10 maggio 2010

Vietato in maniera assoluta l’uso della sigaretta sia dentro che fuori gli edifici scolastici.

Il divieto di fumare all’interno delle scuole potrebbe divenire a breve un divieto totale ed assoluto: verrà infatti proibito di farlo sia all’interno dei locali dei diversi edifici scolastici, ma anche nelle vicinanze e nei cortili o spazi all’aperto. Sparirà dunque la classica “pausa-sigaretta” per molti studenti e professori che non potranno fumare neppure all’interno dei cortili scolastici.

Questo è quanto previsto da un emendamento al ddl dal titolo “Disposizioni per la tutela della salute e per la prevenzione dei danni derivanti dal consumo dei prodotti del tabacco.” Il provvedimento, proposto e presentato qualche anno fa, è momentaneamente sotto l’esame della Commissione Salute del Senato che è stata chiamata a pronunciarsi in sede deliberante.

Stando a quanto riportato da “La Tecnica della scuola” la discussione prosegue spedita e rapida e senza neppure troppi dissidi e contrasti tra maggioranza ed opposizione che hanno preparato e presentato numerosi emendamenti.

Di questi ultimi uno riguarda il divieto di fumo esteso anche alle zone esterne sia di ospedali che di scuole; visto l’accordo che si è avuto e la concordanza di pareri non dovrebbero esserci difficoltà ad accogliere l’emendamento.

E’ possibile che il voto da parte della Commissione arrivi già all’interno delle prossime settimane; dopo ciò il provvedimento passerà alle Camere e se non vi saranno ostacoli o problemi la proposta potrebbe divenire legge già nel corso del prossimo autunno, di modo che già dall’anno che verrà saranno vietate dai cortili e dagli spazi scolastici sigari, pipe e sigarette varie.

Fonte: NewNotizie