Dopo la riforma, la maggior parte dei docenti non è più disponibile ad accompagnare i ragazzi in gita.
Gli albergatori e le agenzie di viaggio se ne sono accorti, senza le consuete gite culturali organizzate dalle scuole gli introiti sono diminuiti sensibilmente.
I docenti protestano perché la riforma Gelmini ha rimosso anche la loro indennità di trasferta, e così non ci stanno più a prendersi la responsabilità di portare i ragazzi in gita.
Ma ci sono anche altre motivazioni, in alcune scuole i presidi hanno scelto la ‘linea dura’ verso gli studenti di fronte a certi atti di vandalismo gratuiti.
Alcuni direttori dei musei e amministratori di agenzie di viaggio hanno anche scritto al ministro, ma non sembra sia servito.
Non tutti gli studenti sono contenti di saltare le gite scolastiche, ma non possono comunque far nulla senza professori disposti ad accompagnarli.
Fonte: La Repubblica
Secondo alcuni non sono affatto obbligatori e potrebbero comportare limitazioni alla libertà di insegnamento dei docenti.
Sono in molti a chiedersi se i test INVALSI siano davvero uno strumento di valutazione degli studenti, viceversa appare sempre più plausibile che siano da considerare uno strumento di valutazione dell’operato e dell’efficacia dell’insegnamento dei docenti, con probabili ripercussioni anche in ambito retributivo.
In altre parole, appare probabile che questi test verranno in futuro utilizzati dal ministero per fare delle ‘classifiche’ tra i vari docenti e applicare così la tanto sventagliata meritocrazia di cui il ministero dell’istruzione parla spesso.
Ma parecchi docenti e scuole non ci stanno, ritenendo che queste siano interferenze nell’attività di insegnamento e mettano a repentaglio l’autonomia dei docenti, ecco quindi che buona parte di loro si rifiuta in blocco di collaborare alla somministrazione di questi test.
E, almeno sulla carta, parrebbe che la legge dia loro ragione, o quanto meno consenta loro di opporsi senza ripercussioni a certe direttive ‘non obbligatorie’ imposte dal ministero.
Fonte: Orizzonte Scuola
Roma
Nel Regno Unito sette classi su dieci hanno a disposizione una lavagna digitale, questo risultato è stato possibile grazie ai forti investimenti del governo inglese che già nel 2003 aveva stanziato 50 Milioni di sterline (circa 60 milioni di euro) per l’acquisto di materiale tecnologico-didattico.
In Italia i forti tagli alla scuola anno frenato gli investimenti, era previsto per l’anno scolatico 2009-2010 l’installazione di 16 mila LIM (Lavagna Interattiva Multimediale) , ma poi il piano è naufragato per tagli al bilancio .
Le nuove tecnologie nella didattica e docenti preparati e motivati ad usarle, sono le strade obbligatorie per un paese che vuole crescere.
fonte: corriere.it
Al politecnico di Torino gli studenti rimangono spettatori impotenti del fallimento dei docenti esterni.
Non si placano le polemiche alla facoltà di architettura, gli studenti assistono all’imbarazzo dei docenti assunti all’ultimo momento in seguito alle proteste dei ricercatori.
L’avvio dell’anno scolastico è stato posticipato di due mesi, per far fronte alla carenza di personale causata dalla rinuncia dei titolari alle cattedre.
I nuovi docenti sono stati reclutati in gran parte tramite bandi esterni, ma gli studenti ritengono che non siano all’altezza della situazione, molti di loro hanno avuto pochissimo tempo per prepararsi tra la conferma della nomina e l’inizio delle lezioni, e gli studenti se ne accorgono.
In alcuni casi i docenti sono arrivati al punto da chiedere agli studenti stessi delle indicazioni generali riguardo la materia di insegnamento, per poter poi preparare un adeguato programma di lezioni.
Restano inoltre incertezze sul futuro, in quanto molti dei docenti professionisti esterni sono stati confermati solo per i corsi del primo semestre.
Secondo i presidi, nonostante l’ammissione di una certa confusione, l’avvio dell’anno scolastico non ha creato particolari problemi.
Fonte: La stampa