Diploma Università

A Bergamo si studia con l’Ipad

10 settembre 2010

Bergamo

Al liceo Lussana di Bergamo parte un progetto di sperimentazione che, grazie alla convenzione con l’ufficio scolastico della Lombardia, doterà 17 studenti di “I-pad”e di 6 ebook. L’”I-pad” verrà fornito anche a tutti gli insegnanti, che lo utilizzeranno nelle normali attività didattiche, verificando se possa efficacemente «sostituire, affiancare o integrare» i tradizionali libri di testo, facilitando un «approccio metacognitivo allo studio».  Alla fine della sperimentazione verrà organizzato un convegno dove insegnanti ed alunni racconteranno la loro esperienza.

Fonte: Eco di Bergamo

Il ministro Gelmini presenta il nuovo anno scolastico

4 settembre 2010

Con più di 50 giorni di assenze la bocciatura sarà inevitabile.
Il ministro Gelmini presenta le linee guida del nuovo anno scolastico 2010-2011, e annuncia i primi effetti delle riforme.
Sarà obbligatorio lo studio di almeno una lingua straniera in tutti i licei, e al quinto anno una delle materie sarà insegnata in inglese.
Secondo la Gelmini, con la riforma gli istituti professionali e tecnici non saranno più da considerare come scuole di second’ordine, dovranno invece essere in grado di formare figure professionali con le caratteristiche richieste dalle imprese e dal mondo del lavoro.
Infine, con la nuova riforma, gli avanzamenti di carriera nella scuola saranno finalmente basati sul merito.

Fonte: La Stampa

Il “Book in progress” diventa “Net in progress”

24 agosto 2010

L’iniziativa “Book in progress”, che consiste in una serie di libri di testo economici preparati da un gruppo di docenti e stampati direttamente all’interno degli istituti scolastici, diventerà “Net in progress”, ovvero tali libri di testo saranno resi disponibili e fruibili anche tramite internet.
Questa iniziativa aiuterà molto le famiglie con studenti a carico a limitare le spese per i libri di testo, si stima che i risparmi possano arrivare fino a 300 euro.
I libri pubblicati online saranno anche resi “modificabili” per consentirne miglioramenti basati sullo spirito di collaborazione, un po’ come avviene nei siti basati su wikipedia.

Fonte: Orizzonte Scuola

Approvato al senato il ddl Gelmini sulla riforma dell’università.

30 luglio 2010
Il Presidente Giorgio Napolitano, nei Giardini...
Image via Wikipedia

E’ stato approvato ieri (29 luglio 2010) al senato il ddl Gelmini sulla riforma dell’università .

Il provvedimento ha ricevuto 152 voti favorevoli, 94 contrari ed un astenuto, la discussione alla camera avverrà dopo la pausa estiva.

“Voglio esprimere grande soddisfazione per l’approvazione del ddl sull’università, si tratta di un evento epocale” – ha dichiarato il ministro Mariastella Gelmini – “che rivoluziona i nostri atenei e che permette all’Italia di tornare a sperare. L’università sarà più meritocratica, trasparente, competitiva e internazionale. Il ddl segna la fine delle vecchie logiche corporative: sarà premiato solo chi se lo merita”.

In sintesi i cambiamenti principali del ddl:

Cambiano le regole per il reclutamento dei ricercatori e dei docenti universitari.

Sarà necessaria una abilitazione nazionale (con parametri stabiliti dall’Anvur Agenzia nazionale per la valutazione del sistema universitario) per poter diventare docenti ordinari od associati.

Le commissioni saranno composte da quattro professori sorteggiati da una lista di ordinari del settore disciplinare oggetto del bando.

Per i ricercatori le commissioni saranno composte da un professore associato, nominato dall’università che richiede il bando e da due professori ordinari sorteggiati da una lista di professori del settore disciplinare oggetto del bando.

Scompaiono i ricercatori a tempo indeterminato.

Viene introdotti il cosiddetto “Tenure Track”: sono previsti contratti a tempo determinato (minimo 3, massimo 5 anni) seguiti da contratti triennali (rinnovabili una sola volta), al termine dei quali se il ricercatore sarà ritenuto valido  sarà confermato a tempo indeterminato come associato.

Si abbassa, inoltre, l’età in cui si entra di ruolo da 36 a 30 anni con uno stipendio che passa da 1300 a 2000 euro.

Istituito fondo per il merito

Verrà istituito un fondo nazionale per il merito al fine di erogare borse di studio e prestiti d’onore con tassi bassissimi.

Piu autonomia per le università virtuose

Le università con i risultati accademici migliori e più attente ai bilanci potranno sperimentare una governance flessibile (d’intesa col ministero).

Limite di 12 facolta per ateneo

Potranno esserci al massimo 12 facoltà per ateneo. Sarà possibile federare università vicine per abbattere i costi.

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Pubblicati i nomi dei commissari esterni e dei presidenti della maturità 2010

6 giugno 2010

Nominati 55mila docenti e presidi, che si uniranno agli 80mila commissari interni

ROMA – A poco meno di un mese dall’inizio della maturità, in programma il prossimo 22 giugno alle 8.30 con la classica prova di italiano, il ministero dell’Istruzione ha pubblicato quella che è la composizione delle commissioni che verificheranno e giudicheranno la preparazione di quasi mezzo milione di studenti candidati.

I nominativi dei 40mila commissari esterni e dei 14mila presidenti sono consultabili on line sul sito www.trampi.istruzione.it.

I presidi ed i dirigenti prescelti vanno così ad integrarsi con gli oltre 80mila docenti interni, già individuati dai singoli consigli di classe tra i professori delle rimanenti materie del quinto anno.

Con questa operazione si va a delineare la consistenza dei circa 135mila docenti e capi d’istituto chiamati a gestire le tre prove scritte, le loro correzioni, il colloquio ed il giudizio finale degli studenti.

Fonte: notizie.virgilio.it

Saranno 10mila i presidi che potranno godere del rinnovo

1 giugno 2010

Firmato da sindacati ed amministrazione pubblica il contratto dopo 53 mesi di attesa

ROMA – Dopo circa 53 mesi di attesa, i sindacati e l’amministrazione pubblica hanno siglato il rinnovo del contratto per 10mila dirigenti scolastici di tutta Italia. L’accordo è stato sottoscritto presso l’Aran, da parte di sindacati di categoria Anp Cida, Cisl Scuola, Flc Cgil, Snals Confsal e Uil Scuola e riguarda il quadriennio normativo 2006/2009 e i bienni economici 2006/2007 e 2008/2009.

Il rinnovo prevede un aumento medio complessivo mensile della retribuzione di circa 370 euro lordi: gli aumenti sono stati concentrati maggiormente sulla parte fissa, mentre sulla retribuzione di risultato finiranno somme minimali.
Al primo biennio economico verranno corrisposti 215 euro mensili, mentre sul secondo biennio si assisterà ad un incremento di quasi 150 euro. Una volta entrato a regime il contratto, lo stipendio prevede un incremento di poco di circa 200 euro mensili.
Definita poi la parte degli arretrati: gli aumenti retributivi che corrispondono ai due bienni economici comportano la corresponsione di un arretrato complessivo pari a 8.300 euro lordi per il quadriennio 2006-2009. Una cifra che corrisponde in media a 5-6 mila euro netti.

Dai sindacati arrivano i commenti all’accordo moderatamente positivi. Ora, per la definitiva sottoscrizione sarà necessario sottoporre il testo alla valutazione ed all’approvazione dei dirigenti scolastici.

La firma del contratto dei dirigenti scolastici è una notizia positiva per la scuola. La chiusura di questa complessa trattativa consentirà finalmente il rinnovo contrattuale per diecimila dirigenti scolastici, riferisce la Gelmini, la quale prosegue dicendo che una quota consistente delle risorse infatti verrà assegnata sulla base di criteri legati esclusivamente al merito e agli obiettivi raggiunti da ciascun dirigente.

Fonte: La Stampa

Nuova formazione dei docenti

15 maggio 2010

Presentato dal ministro Gelmini il nuovo regolamento per la formazione di partenza dei docenti

L’esigenza di intervenire: questa è la base dei nuovi percorsi, visti e considerati i risultati negativi conseguiti dalla scuola italiana, in occasione di ricerche nazionali e non, per le conoscenze disciplinari, soprattutto linguistiche e di scienze matematiche, fisiche e naturali.
Occorre dunque puntare a rafforzare le conoscenze disciplinari e lo sviluppo di capacità didattiche, psico-pedagogiche, organizzative, relazionali e comunicative, affinché il docente sia in grado di orientarsi secondo le diverse fasce di età degli studenti e possa individuare le modalità educative utili a promuovere il successo scolastico.

Le vecchie SSIS saranno quindi sostituite da percorsi a numero programmato, dietro il superamento di una prova. Il numero dei posti disponibili ogni anno è determinato sulla base della programmazione del fabbisogno di personale docente nelle scuole statali maggiorato nel limite del 30% in relazione al fabbisogno dell’intero sistema nazionale di istruzione.

Il percorso formativo per insegnare nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria si compone di un corso di laurea magistrale quinquennale a ciclo unico, al quale si accede con il diploma di istruzione secondaria di II grado. Dal secondo anno è previsto un tirocinio di 600 ore. Esso si conclude con la discussione della tesi e la relazione finale del tirocinio, che costituiscono esame con valore abilitante.

Il percorso formativo per insegnare nella scuola secondaria di primo e secondo grado si compone di un corso di laurea magistrale (biennale) e di un anno di tirocinio formativo attivo.

Il tirocinio formativo attivo (TFA) è un “corso di preparazione all’insegnamento” che sostituisce il percorso effettuato, fino all’a.a. 2007-2008, nelle scuole di specializzazione (SSIS). Esso dura ogni anno e comprende quattro gruppi di attività: insegnamenti di scienze dell’educazione; un tirocinio di 475 ore presso le istituzioni scolastiche; insegnamenti di didattiche disciplinari; laboratori pedagogico-didattici.
La gestione delle attività è affidata al consiglio del corso di tirocinio. Il TFA, si svolge nelle istituzioni scolastiche accreditate e si conclude tramite la stesura di una relazione e l’esame finale con valore abilitante.

Per tutti i percorsi formativi sono previsti tutor coordinatori e tutor dei tirocinanti. Nei corsi di laurea magistrale a ciclo unico sono presenti anche tutor organizzatori. I tutor sono insegnanti e dirigenti in servizio nelle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione.
Le SSIS però dureranno almeno fino all’aa 2012/2013.

Dedicato anche un capitolo alla specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni disabili. In attesa della istituzione di specifiche classi di abilitazione, la specializzazione si consegue solamente presso gli atenei, partecipando ad un corso di durata almeno annuale, a numero programmato, che comprende almeno 300 ore di tirocinio. Possono prendere parte solo gli insegnanti abilitati. Al termine si sostiene un esame finale che consente l’iscrizione negli elenchi per il sostegno.

Fonte: Vita.it

Aumento di stipendio ai docenti più bravi.

29 aprile 2010

Questo è quanto ha dichiarato il ministro in un’intervista a Panorama.

ROMA – Il ministro dell’Istuzione Gelmini, attraverso una intervista rilasciata al settimanale Panorama, ha annunciato degli aumenti per i docenti maggiormente bravi.
Sta quindi per arrivare a circa 120-150mila professori italiani un aumento di stipendio.

La Gelmini anticipa il cuore della sua riforma delle riforme, un progetto contenuto in un disegno di legge pronto per l’autunno che rivoluzionerà di nuovo la scuola. Il criterio sarà meritocratico: solo i migliori professori, giudicati da apposite commissioni, vedranno ritoccata la propria busta paga.

Fonte: La Stampa

La Liguria perderà 491 docenti

18 aprile 2010

Dal vertice del ministero è scaturito che Genova perderà 270 insegnanti il prossimo anno. La diminuzione è del 3,49%, nonostante il piccolo incremento di studenti alle Superiori.

LIVORNO – Dal settembre prossimo gli istituti liguri perderanno 491 posti di insegnamento, anche se in tutta la regione il numero degli alunni si mantiene pressoché stabile. Addirittura con un segno positivo nelle scuole superiori della provincia di Genova, grazie ai figli degli extracomunitari che arrivano dalle Medie.

La notizia dell’ennesimo taglio è stata confermata dalla direttrice dell’Ufficio Scolastico Provinciale (l´ex Provveditorato agli Studi). Recentemente i vertici delle scuole italiane sono stati convocati a viale Trastevere, e proprio li la direzione del ministero dell’Istruzione ha presentato la bozza di circolare che taglia 25.558 docenti in tutta Italia, con una percentuale di ridimensionamento del 3,96%.

Nelle diverse regioni i posti tagliati variano a seconda delle condizioni territoriali e dei tagli già praticati in precedenza: per cui si va da un massimo del 5,32% della Calabria ad un minimo del 3% in Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Lombardia. La Liguria è attestata al 3,49%.

Tra il capoluogo ligure e provincia vengono tagliati 270 docenti, distribuiti tra scuola materna, elementare, media e superiore. Una vera batosta, se si aggiungono i 770 posti tagliati lo scorso anno.

Anche la direttrice dell’Ufficio Scolastico Provinciale rimarca che si tratta di una bozza che potrebbe essere modificata, ed assicura che i tagli verranno pressoché compensati da 450 dipendenti che hanno presentato domanda di pensionamento e che il 31 agosto prossimo saranno collocati a riposo.

Il bilancio tra personale in uscita e quello tagliato dalla Legge Finanziaria è una sorta di blocco del turnover, e per i sindacati di categoria penalizza ancora di più i precari, i 1704 insegnanti che l’anno passato sono stati nominati supplenti annuali e che dal prossimo settembre rischiano di non essere riconfermati.

Tutto questo anche se nel genovese si sono già iscritti 491 studenti in più nelle superiori, meno 157 nelle medie e 12 in più nella scuola primaria.

La direttrice dell’Ufficio Scolastico precisa che non sempre il numero di alunni in aumento corrisponde ad un maggiore numero di classi in quanto molte volte gli allievi sono sparsi sul territorio in modo non omogeneo, in scuole e in comuni decentrati; ma anche nei diversi indirizzi delle scuole superiori. Tanto che il numero corretto degli organici verrà perfezionato non appena le diverse scuole comunicheranno alla Direzione Scolastica Regionale il quadro delle classi da formare.

Fonte: Repubblica

Stop all’orario corto dei docenti

10 aprile 2010

Le due-tre ore risparmiate verranno utilizzate per recuperi e supplenze

MILANO – I docenti non potranno più lavorare solo 15 o 16 ore settimanalmente anziché 18, come previsto dal contratto.

Una circolare della direzione scolastica elimina infatti l’”orario corto”, una formula prevista negli istituti con un gran numero di studenti pendolari: per consentire ai ragazzi di non perdere il treno, molti sono gli istituti (soprattutto tecnici e professionali) che hanno accorciato le ore di lezione da 60 a 50 minuti anticipando l’uscita da scuola. Il risultato alla fine è stato che i professori a fine settimana hanno lavorato per 2 o 3 ore in meno.

Da oggi quelle ore devono essere recuperate. Ogni preside dovrà quindi definire l’eventuale recupero del tempo scuola per gli alunni e del tempo lavoro per i dipendenti.

In poche parole: gli insegnanti utilizzeranno quelle due o tre ore per supplenze e corsi di recupero.

Gli insegnanti non hanno digerito bene la comunicazione ed in fatti sono già sul piede di guerra.

Il segretario provinciale di Flc-Cgil, ha spiegato il contratto dice in modo chiaro che in caso di riduzione dell’orario per ragioni di “forza maggiore” quelle ore di lavoro non vanno recuperate. Ed invita le scuole a non tenere conto della nuova indicazione, in quanto è in conflitto con il contratto stesso.

La circolare ha precisato però che il pendolarismo studentesco è tutt’altro che eccezionale e imprevedibile, quindi verrebbe meno il presupposto della “forza maggiore”. Ed è stato precisato che, se è legittimo accorciare l’orario alla prima e all’ultima ora, non lo è nel resto della mattinata.

La disputa riguarda però la sostanza dell’organizzazione del lavoro in centinaia di scuole. Se saranno i docenti di ruolo a sostituire i colleghi assenti e fare corsi di recupero, il ministero potrà risparmiare soldi utili a chiamare insegnanti supplenti.

Dall’altro lato il rischio è che non vengano più chiamati a lavorare gli insegnanti precari che attendono di essere stabilizzati.

Fonte: Repubblica