Al via i test di ammissione: iniziano gli aspiranti dottori.
Si inizia giovedì 2 settembre con la prova di medicina e chirurgia, 80 domande a risposta multipla da rispondere in 2 ore:quaranta di cultura generale e ragionamento logico, diciotto di biologia, undici di chimica e undici di fisica e matematica. I posti disponibili sono 8.755 , ma i candidati sono circa 90 mila.
Si continua poi venerdi 3 settembre con il test di Odontoiatria 789 posti anche loro 80 quesiti da rispondere in 2 ore.
Lunedi 6 settembre è il turno dei candidati alla facoltà di veterinaria con 1006 posti disponibili, si continua poi martedi 7 settembre con gli aspiranti architetti 9265 posti .
Chiudono questa prima fase i candidati alle Professioni sanitarie: infermieri, ostetriche, logopedisti, fisioterapisti, ecc. Complessivamente, sono 28.135 i posti disponibili, di cui 16.336 per le scienze infermieristiche.
Gli ultimi saranno gli aspiranti insegnanti lunedì 20 settembre sono 4.828 posti per la facoltà di Scienze della formazione primaria. In due ore dovranno rispondere ad 80 quesiti: cultura linguistica e ragionamento logico; cultura pedagogico-didattica; cultura letteraria, storico-sociale e geografica; cultura matematico-scientifica.
Da quest’anno il voto di maturità diventerà determinante solo in caso di pari punteggio nelle prove.
fonte: Repubblica.it
Siti e forum per prepararsi al mondo universitario
Ora non è più necessario fare code e code davanti alle segreterie delle università, le nuove generazioni sono in grado di prepararsi per i test di ammissione alle università a numero chiuso anche da casa, tramite internet.
Consultando bacheche virtuali, siti ufficiali e anche forum a libera disposizione degli studenti.
Sul web si trova di tutto, anche consigli, costi e informazioni da parte di chi li ha già fatti.
Nei siti web si trovano per esempio anche informazioni comparative sui costi degli esami di ammissione, in questo modo è possibile scegliere la facoltà universitaria persino considerando i costi di segreteria.
Altri siti mostrano una classifica della ‘probabilità’ di farcela, basata sul confronto tra i posti disponibili e il numero di iscritti.
Infine ci sono siti web che provano a ’suggerire’ le domande più curiose che potrebbero essere presenti nei test più recenti, non solo domande prettamente scientifiche/tecniche, ma spesso possono essere presenti nei test di ammissione anche domande rivolte a verificare la capacità di comprensione verbale e di analisi logica dei testi.
Fonte: La Stampa
Visto l’aumento del costo dei libri scolastici dell 4%,(fonte Federconsumatori) anche quest’ anno viene proposto dall’associazione consumatori il servizio on-line “LIBRI GRATIS” ( http://www.codacons.net/librigratis ) dove gli studenti potranno scambiarsi libri di testo usati.
Da quanto riportato sul sito:
“chiunque in tutta Italia possieda un testo scolastico e sia intenzionato a regalarlo o scambiarlo con un altro libro, può accedere a questo servizio gratuito specificando il testo che intende cedere (titolo, autore, edizione, ecc.), eventuali libri ricercati per scambio e lasciando i propri riferimenti. In tal modo sarà possibile creare una rete dove i cittadini autonomamente potranno contattarsi e scambiare libri di testo, risparmiando notevolmente in vista del nuovo anno scolastico.”
Fonte: La Stampa
L’iniziativa “Book in progress”, che consiste in una serie di libri di testo economici preparati da un gruppo di docenti e stampati direttamente all’interno degli istituti scolastici, diventerà “Net in progress”, ovvero tali libri di testo saranno resi disponibili e fruibili anche tramite internet.
Questa iniziativa aiuterà molto le famiglie con studenti a carico a limitare le spese per i libri di testo, si stima che i risparmi possano arrivare fino a 300 euro.
I libri pubblicati online saranno anche resi “modificabili” per consentirne miglioramenti basati sullo spirito di collaborazione, un po’ come avviene nei siti basati su wikipedia.
Fonte: Orizzonte Scuola
Dai mercatini ai siti web dedicati, dal baratto agli e-book
Probabilmente è la spesa più importante che grava sulle famiglie degli studenti al rientro delle vacanze, non si tratta di tasse ma dei costi da sostenere per l’acquisto dei libri di testo.
La riforma prevede che un libro di testo possa essere cambiato solo dopo alcuni anni di esercizio, ma i prezzi dipendono comunque dalle regole di mercato.
In particolare, secondo alcuni editori, in caso di testi da ristampare, i prezzi dovranno essere adeguati al costo aggiornato delle materie prime.
Ecco alcuni suggerimenti che possono essere messi in pratica per sfuggire al caro-libri:
Prima di procedere all’acquisto, confrontate le nuove edizioni dei testi con quelle precedenti, spesso le differenze non sono tali da giustificare un acquisto della nuova edizione.
Largo ai libri usati, di solito il prezzo è scontato anche del 50% rispetto al prezzo di copertina. Per trovare i libri usati che vi servono ci sono molti siti web che mettono in comunicazione facilmente chi cerca libri usati e chi li vende.
Informatevi presso la vostra scuola o istituto se vengono promosse iniziative atte a favorire lo scambio o la compravendita dei libri tra gli studenti.
Controllate i tetti di spesa fissati dal ministero, non sempre vengono rispettati, in tal caso rivolgetevi subito al ministero o al provveditorato stesso per denunciare l’abuso.
Verificate se esiste la versione elettronica (e-book) dei libri che vi servono, spesso le versioni elettroniche sono più economiche perché non si pagano i costi di stampa. Potrete poi studiare usando il pc o stampare i soli capitoli che vi servono.
Se siete soliti studiare in gruppo potreste anche organizzarvi per acquistare solo una copia dei libri e dividere le spese. Potrete poi studiare in compagnia oppure singolarmente preparando gli esami a rotazione.
Acquistate i libri all’ingrosso. Spesso molti grandi magazzini offrono la possibilità di prenotare in anticipo i libri e usufruire di sconti del 15% o anche del 20%.
Fonte: La Repubblica.it
La Gelmini chiede agli istituti dati sensibili e scolastici sugli studenti
Dopo 5 anni finalmente parte il progetto che finalizza la realizzazione di un’anagrafe degli studenti.
Attraverso il decreto ministeriale firmato dalla Gelmini, tutte le scuole italiane, partendo dalla primaria, dovranno comunicare i dati “sensibili” e quelli relativi al percorso scolastico e formativo, compreso l’apprendistato, di oltre 6 milioni di alunni e studenti.
Le informazioni richieste sono di vario tipo: dai dati anagrafici, compreso il codice fiscale, alla frequenza, al percorso scolastico, agli spostamenti tra gli istituti, agli esiti di fine anno, ecc.
L’anagrafe degli studenti è nata con lo scopo di favorire il diritto-dovere all’istruzione, e per vigilare sull’assolvimento di tale obbligo, e ha trovato compimento dopo l’autorizzazione del Garante della Privacy.
I dati raccolti verranno utilizzati in forma anonima con il preciso scopo di monitorare l’evasione dall’obbligo scolastico ed altri fenomeni relativi alla cosiddetta dispersione scolastica.
Fonte: La Stampa
A settembre le prove di ammissione per entrare nelle facoltà a numero chiuso. Il test d’ingresso si svolgerà in contemporanea in tutte le università statali
Il conto alla rovescia è iniziato per molti studenti che hanno appena preso la Maturità, aspiranti matricole dei corsi di laurea a numero chiuso.
Per loro le vacanze sono finite ed è tempo di rituffarsi nei libri. Una nuova e impegnativa prova li attende: la prova di ammissione per le facoltà ad accesso programmato a livello nazionale.
Il test d’ingresso si svolgerà a settembre, in contemporanea in tutte le università statali e in un’unica giornata, per ciascuna delle tipologie previste dal Miur.
Per riuscire a entrare bisogna giocare bene le proprie carte, e anche la scelta dell’ateneo ha un’importanza strategica. La possibilità di passare il test ed accedere ai posti a numero chiuso dipenda da molti fattori, a cominciare dal rapporto tra posti disponibili e iscritti alla prova in una determinata sede.
Gli strumenti per potersi preparare comunque non mancano, iniziando dal sito ufficiale del Ministero che presenta tutte le prove degli anni passati con i relativi risultati, e un ’simulatore di prova’ per potersi ‘allenare’.
Ma ci sono anche moltissimi altri siti in Internet dove trovare aiuti, approfondimenti e risorse di ogni genere, che possono essere utili anche agli studenti che non andranno in università a numero chiuso, ma che spesso prevedono comunque un ‘test di orientamento di ingresso’ che risulta molto utile a rendere gli studenti coscienti del loro effettivo livello di preparazione rispetto alle conoscenze propedeutiche richieste per sostenere il corso di studi che si accingono a iniziare.
Fonte: La Repubblica.it
Lo studio Invalsi sugli esami di terza media. Migliorano i risultati in italiano e matematica
Dal rapporto sul test Invalsi emerge una novità importante: agli esami di maturità si è copiato meno rispetto ad un anno fa, e i ragazzi risultano meno ignoranti.
Questi risultati sono confortanti anche alla luce della considerazione che i professori non sono assolutamente stati ‘di manica larga’. Sono crollati molti di quegli atteggiamenti considerati ‘opportunistici’ che erano tipici della situazione scolastica italiana e che tante polemiche sempre hanno provocato.
Dal rapporto emerge comunque un divario tra gli studenti del Nord e del Sud d’Italia, con gli studenti delle scuole del Nord in vantaggio, ma emerge anche un quadro che mostra come al Sud la situazione sia molto variegata, con differenze da scuola a scuola.
Questo è incoraggiante perché dimostra che con gli opportuni strumenti e incoraggiamenti è possibile migliorare il rendimento anche in certe realtà che sono sempre state storicamente più ‘difficili’.
Fonte: La Stampa
Statistica, antropologia e geografia sono le materie che piacciono di meno agli studenti universitari.
La prima serve a comprendere i fenomeni sociali e ad avere dati su cui basare le scelte.
La seconda consente di accedere alle regole profonde che governano le società umane.
La terza svela forme e colori del pianeta in cui viviamo.
Ma ai nuovi studenti dell’università, ai giovanissimi che si affacciano nelle stanze del sapere, non piacciono per nulla.
Statistica, antropologia e geografia sono agli ultimi posti della “classifica di gradimento” di chi si appresta a entrare negli atenei italiani.
A indicarlo è uno studio realizzato da un consorzio che coinvolge 60 atenei italiani.
Invece, le materie più presenti nei programmi di studio dei corsi universitari sono soprattutto quelle giuridiche.
In un periodo caratterizzato da così tanto fervore tecnologico com’è quello in cui viviamo, questi dati fanno riflettere.
Si profila l’idea che ci siano dei problemi nei servizi di orientamento, che le scuole non siano in grado di far comprendere al meglio il senso dei vari percorsi di studio tra cui gli studenti sono chiamati a scegliere.
E’ preoccupante scoprire che la metà degli studenti diplomati, al termine del corso di studi, dichiara che non rifarebbe la stessa scuola.
Questi dati fanno comprendere quanto sia ancora sottovalutata ma molto importante la funzione di orientamento, per evitare il peso delle scelte sbagliate che ricadrebbe non solo sugli studenti ma alla lunga anche sulla società.
Fonte: La Repubblica.it
La novità nel nuovo codice della strada: a gennaio si vedranno i programmi
Dall’anno scolastico 2011/12 verrà introdotta l’Educazione stradale in tutti i corsi scolastici.
Lo stabilisce il testo del nuovo codice della strada, approvato nei giorni scorsi definitivamente al Senato.
Mancando investimenti economici specifici, probabilmente i corsi verranno introdotti all’interno di materie già presenti ed in qualche modo affini alla sicurezza stradale.
Si prevede comunque un indennizzo finalizzato proprio a promuovere programmi di sicurezza stradale in classe. Si tratta dei proventi derivanti dalle violazioni del codice della strada di spettanza dello Stato, come la guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di droga.
Mancano però indicazioni sui contenuti dei corsi: i programmi scolastici sul comportamento migliore da adottare quando si è alla guida, saranno resi noti solo attraverso un decreto interministeriale.
Fonte: La Stampa