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Università, quattro italiane tra le prime 200 al mondo. Medaglia d’oro per il Mit

16 aprile 2018
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Secondo la classifica stilata dal QS World University Rankings, una classifica mondiale delle università pubblicata ogni anno da Quacquarelli Symonds (QS), tra le prime 200 università del mondo ci sono anche 4 atenei italiani: il Politecnico di Milano, seguita dall’università di Bologna, dalla Scuola Superiore Sant’Anna Pisa e dalla Scuola Normale Superiore.

Il Politecnico di Milano si posiziona al 170° posto, guadagnando ben 13 posizioni rispetto allo scorso anno.

Segue l’università di Bologna, posizionata al 188° posizione guadagnando 20 posizioni e per la prima volta entrano nella classifica la Scuola Superiore Sant’Anna Pisa e la Scuola Normale Superiore, entrambe al 192° posto.

Invece tra i primi posti della classifica si trovano quattro università americane: al primo posto, per il sesto anno consecutivo, il Massachussett Institute of Technology (Mit), seguito dalle università di Stanford e Harvard mentre il California Institute of Technology (Caltech) sale alla quarta posizione.

Per ottenere questi risultati sono stati analizzati complessivamente 4.388 atenei classificandoli secondo diversi criteri, come opinioni degli accademici e dei datori di lavoro, numero di citazioni, risorse dedicate all’insegnamento, numero di docenti e studenti internazionali.

www.ilfattoquotidiano.it

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Università, quattro italiane tra le prime 200 al mondo. Medaglia d’oro per il Mit

16 aprile 2018
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Secondo la classifica stilata dal QS World University Rankings, una classifica mondiale delle università pubblicata ogni anno da Quacquarelli Symonds (QS), tra le prime 200 università del mondo ci sono anche 4 atenei italiani: il Politecnico di Milano, seguita dall’università di Bologna, dalla Scuola Superiore Sant’Anna Pisa e dalla Scuola Normale Superiore.

Il Politecnico di Milano si posiziona al 170° posto, guadagnando ben 13 posizioni rispetto allo scorso anno.

Segue l’università di Bologna, posizionata al 188° posizione guadagnando 20 posizioni e per la prima volta entrano nella classifica la Scuola Superiore Sant’Anna Pisa e la Scuola Normale Superiore, entrambe al 192° posto.

Invece tra i primi posti della classifica si trovano quattro università americane: al primo posto, per il sesto anno consecutivo, il Massachussett Institute of Technology (Mit), seguito dalle università di Stanford e Harvard mentre il California Institute of Technology (Caltech) sale alla quarta posizione.

Per ottenere questi risultati sono stati analizzati complessivamente 4.388 atenei classificandoli secondo diversi criteri, come opinioni degli accademici e dei datori di lavoro, numero di citazioni, risorse dedicate all’insegnamento, numero di docenti e studenti internazionali.

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Secondo la classifica stilata dal QS World University Rankings, una classifica mondiale delle università pubblicata ogni anno da Quacquarelli Symonds (QS), tra le prime 200 università del mondo ci sono anche 4 atenei italiani: il Politecnico di Milano, seguita dall’università di Bologna, dalla Scuola Superiore Sant’Anna Pisa e dalla Scuola Normale Superiore.

Il Politecnico di Milano si posiziona al 170° posto, guadagnando ben 13 posizioni rispetto allo scorso anno.

Segue l’università di Bologna, posizionata al 188° posizione guadagnando 20 posizioni e per la prima volta entrano nella classifica la Scuola Superiore Sant’Anna Pisa e la Scuola Normale Superiore, entrambe al 192° posto.

Invece tra i primi posti della classifica si trovano quattro università americane: al primo posto, per il sesto anno consecutivo, il Massachussett Institute of Technology (Mit), seguito dalle università di Stanford e Harvard mentre il California Institute of Technology (Caltech) sale alla quarta posizione.

Per ottenere questi risultati sono stati analizzati complessivamente 4.388 atenei classificandoli secondo diversi criteri, come opinioni degli accademici e dei datori di lavoro, numero di citazioni, risorse dedicate all’insegnamento, numero di docenti e studenti internazionali.

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Università, Italia penultima per numero di laureati. Ocse: “18% contro il 37% della media. Un ragazzo su 4 è Neet”

10 aprile 2018

L’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) di cui sono membri 35 Paesi boccia l’istruzione italiana.
Ha posizionato l’Italia al penultimo posto, davanti solamente al Messico, nella classifica del numero di laureati con una percentuale del 18% rispetto alla media del 37%.
Dal rapporto annuale “Uno sguardo sull’istruzione 2017” emerge negativamente anche il dato sul conseguimento di una prima laurea, fermo solo al 35%: è il quarto più basso dopo Ungheria, Lussemburgo e Messico.
Nel 2016 solo il 64% dei laureati compresi tra i 25 e i 34 anni ha trovato un lavoro, anzi, nel rapporto si legge che le prospettive di lavoro per i laureati sono inferiori rispetto a quelli dei diplomati.
Inoltre la maggior percentuale di laureati tra i 25 e i 64 anni si evidenzia nell’Italia centrale. Qui riportati i dati generali:

  • Nord: 18%;
  • Centro: 20%;
  • Sud e Isole: 15%;
  • Media Nazionale: 18%.

Un altro dato importante è la preferenza dei corsi: più uomini in materie tecniche e più donne in quelle umanistiche (belle arti, discipline umanistiche, scienze sociali, giornalismo e informazione).
Per quanto riguarda le discipline umanistiche, sanità e nei servizi sociali, l’Italia ha avuto il 60% di lauree conseguite, invece per quanto riguarda le discipline scientifiche si tratta del 24% dei laureati, un dato di poco inferiore alla media Ocse.
Dal quadro stilato si evidenzia che i Neet italiani, ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non studiano né lavorano, sono il 26% contro una media Ocse del 14%: in Campania, Calabria e Sicilia i Neet sono tra il 35% e il 38%, in Sardegna e Puglia il 31% e le regioni con meno inoccupati non iscritti sono Veneto, Emilia Romagna e Trento in cui si fermano al 16%.
In questa classifica dei Neet, solo la Turchia è messa peggio rispetto all’Italia.
Infine nella spesa pubblica per l’istruzione, l’Italia ha dedicato solamente il 4% del suo Pil contro il 5,2% della media Ocse.

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